Ad appena un anno e mezzo di distanza da “Because the times” i Kings Of Leon hanno riabbracciato i loro strumenti per concepire un altro lavoro di qualità come “Only by the night”.
Se la band del Tennessee era esplosa grazie al rock crudo ed essenziale dei primi due album, per poi cambiare le carte in tavola con la svolta wave del terzo lavoro, alla quarta fatica i tre fratelli Followill più il cugino Matthew riescono ad andare oltre, riprendendo in parte le atmosfere di “Because Of The Times” senza però dimenticare le origini. Il risultato è un disco che non mostra cali di tensione e colpisce sin dal primo ascolto.
Il suono è più riflessivo, a tratti pacato, anche se quando c’è da picchiare duro i KOL continuano a farlo con una certa confidenza, come nelle distorsioni di “Crawl” o nell’azzeccatissimo singolo “Sex on Fire”. Logico che i fan della prima ora potranno rimanere spiazzati, come tra l’altro lo erano rimasti con l’uscita di “Because of the Times”, ma è questo il prezzo che ogni gruppo deve pagare se vuole voltare pagina.
Al posto di brani diretti che inizialmente avevano fatto la loro fortuna come “California Waiting” o “Velvet Snow”, compare l’intimità di “Closer” e lo spessore di “Use Somebody”, tracce che racchiudono i nuovi sentieri musicali che la band vuole esplorare. Chiaro che dopo aver attirato
l’attenzione su di loro i fratelli del Tennessee vogliono ritagliarsi un posto tra i grandi del rock ma, per centrare in pieno l’obiettivo, la band dovrà accostare ad una nuova consapevolezza musicale la capacità di sfornare brani che possano lasciare ancora di più il segno.
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