La Recensione.
Quando nel 1999 Piero Pelù e Ghigo Renzulli hanno intrapreso strade diverse hanno lasciato un vuoto nella musica rock italiana. I Litfiba avevano segnato due decadi di puro rock made in Italy, senza mai tralasciare temi difficili, che hanno sempre caratterizzato le loro canzoni insieme al sound deciso architettato dall’instancabile Ghigo e dalla voce profonda e decisa di Piero Pelù. Un’alchimia che sembrava indistruttibile fino a 11 anni fa, quando i Litfiba pubblicarono l’ultimo album “Infinito” e annunciarono il loro ultimo tour insieme. “Non possiamo più fidarci l’uno dell’altro” – commentò Renzulli - parole che pesavano come macigni per tutti coloro che hanno amato la loro musica. Da allora il chitarrista mantenne il nome Litfiba pubblicando qualche album senza bissare i successi del passato; Piero invece intraprese la carriera solista e, come c’era da aspettarsi, ottenne maggiori risultati in termini di vendite rispetto all’ex compagno di avventure.
Poi, all’improvviso, Ghigo e Piero, forse diventati più sensibili ai segnali dall’esterno che chiedevano a gran voce il loro ritorno insieme, hanno messo da parte tutti i dissapori del passato e hanno deciso, per la gioia dei fan e dell’Italia intera, di ritornare insieme. Mai reunion fu accolta con più entusiasmo: 5 date da Nord a Sud, tutte sold-out, dove la band ha fatto dimenticare dieci anni di vuoto a forza di chitarre e sudore, dimostrando che il rock non si dimentica con l’età che avanza.
Questo gradito ritorno ora è sotto gli occhi di tutti, immortalato dall’ultima uscita discografica “Stato libero di Litfiba”, un doppio cd dal vivo che cattura tutte le emozioni dei concerti di aprile. Non sembrano passati dieci anni dal loro ultimo incontro sul palco, i Litfiba hanno recuperato tutto il loro feeling e incantano il pubblico con una grinta ed un energia che non è stata scalfita dal tempo. Tutti i brani presenti in scaletta sono stati scelti con molta cura, ed il risultato è un repertorio avvincente che non ammette cali di tensione e onora la grande carriera della band fiorentina. Ed è un vero piacere riascoltare pezzi indimenticabili come “Tex” e “Probito”, la malefica “El Diablo”, l’incantevole “Fata Morgana” o la elettrizzante “Maudit”, vero e proprio attacco al sistema politico corrotto degli anni ’90, anche se non mancano episodi tratti dal passato più recente della band, come la scanzonata “Ritmo2#” e l’arrabbiata “Sparami”. Oltre alla perle live, in “Stato libero dei Litfiba” sono presenti due inediti. “Sole Nero” (che compare anche in versione live come ultima traccia), ripercorre il classico sound della band con chitarre che picchiano al punto giusto, un riff che si pianta subito in testa ed un Pelù diretto e brutale come ai bei tempi - “Sono figlio delle radiazioni, delle televisioni, delle dosi di veleno della mia città…”. E sempre di rock si parla nell’altro inedito “Barcollo”, brano ben riuscito che rappresenta un buon biglietto dai visita per i futuri Litfiba, che stanno già pensando ad un nuovo disco di inediti.
Quello che prima poteva essere solo un sogno del fan, grazie ad un ritorno tanto atteso quanto inaspettato, sta prendendo a poco a poco consistenza per trasformarsi in realtà.
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