Quando si parla di rock degli anni '90 l'esempio più lampante di album capolavoro e simbolo dell'epoca è indubbiamente
Nevermind dei Nirvana. L'album è datato 1991 quindi siamo appena all'inizio dei Nineties e se dovessimo scegliere un album simbolo della seconda parte del decennio a quale capolavoro potremmo pensare?
Ok Computer dei
Radiohead, album del 1997, c'è poco da pensare. Il terzo lavoro di studio della band di Oxford è diventato rapidamente una pietra miliare del rock alternativo e non solo. Se "Nevermind" dei Nirvana rappresentava la rabbia e l'alienazione della cosidetta generazione X, "Ok Computer" è una contemplazione disillusa e malinconica, a tratti schizofrenica, della società moderna, la società tecnologica dove l'umanità va sempre più spegnendosi in un mondo troppo veloce e inanimato, il mondo dei computer appunto.
Si parte così subito con una canzone che potrebbe fare da manifesto all'album: "Airbag" è un elogio decadente e (sarcastico?) alla tecnologia degli airbag. "Paranoid Android" è un ibrido di schizofrenia e malinconia dalla durata di circa 6 minuti e mezzo. Malinconia che appare più volte all'interno dell'album: in modo dolce in canzoni come "Let Down" e "No Surprises" o in modo decisamente più oscuro in "Exit Music (For a Film)" e la celeberrima "Karma Police". Tra le altre canzoni tutte dal sound sperimentale ed evocativo è doveroso citare il singolo "Lucky" che, con le sue sonorità psichedeliche che ricordano a tratti i Pink Floyd rimarrà uno dei pezzi più emozionanti di sempre della band di Thom Yorke e "Climbing Up the Walls" che, con un giro di basso elettricizzato e un finale decisamente noise, sembra una sorta di anticipazione della svolta decisamente elettronica e avanguardistica dell'album successivo della band,
Kid A pubblicato nel 2000.
Giuseppe Martone Autore della recensione: