In gergo si dice: “ Non sapete cosa vi siete persi”...Per noi che facevamo parte di quei 61800 spettatori presenti al mega concerto dei Muse è stato un evento unico ed irripetibile, di sicuro l'evento live dell'estate italiana 2010, con tutto il rispetto per l'Heineken Jammin' Festival: “Non ci spaventa suonare in un luogo così grande anche perchè che gusto ci sarebbe se non c'è mai un po' di rischio?”, parole sante quelle di Matthew Bellamy, fresco trentaduenne che ha voluto festeggiare prima della mezzanotte insieme a tutti i suoi fan, compresi i presenti Ramazzotti e Ligabue, con quest'ultimo che ha ricambiato la presenza di Matthew ad un suo recente concerto. La suspense prima dell'inizio dei tre di Devon è coccolata da immagini mandate in onda su un palco enorme, una vera portaerei lunga quasi 64 metri, costruita in 4 giorni e traportata con ben 18 camion. Roba da guiness!...
ma quello che più ci interessa è la vera musica, quella che i MUSE sanno condensare con le loro note riuscendo a mixare trentanni di musica in brani che li hanno fatti definire a più riprese come un mix tra Radiohead e Queen...e qui stiamo parlando di due gruppi che fanno parte del gotha della storia della musica. Si parte con “Uprising” e la folla impazzisce...il brano “spacca” e ci immerge subito nell'atmosfera live che tanto attendevamo da ore. Poi è la volta di “Super massive blacke hole” ed è il delirio. Con “New born”, il pubblico si esalta saltellando a più non posso. Quando arrivano ”Map of the Problematique”e le più tranquille “Neutron Star Collision” e “Guiding Light”c'è tempo per rifiatare, ma ”Histeria” ci riporta di nuovo a fare casino. Il momento più alto però si tocca quando Matthew intona “United States of Eurasia” con il suo piano a coda, prima di “I belong to you”. Come da prassi c'è spazio per una mini session acustica in cui Christopher Anthony Wolstenholme e Dominic James Howard danno sfogo alla loro creatività. Dopo “Starlight” è il momento del consueto special guest. , con Nic Cester dei Jet che intona “Back in black” degli AC/DC. Si ricomincia con il rock dei Muse che ripartono con “Time is running out”, cantata praticamente anche dai vecchietti del quartiere San Siro, e poi in serie “Unnatural selection”, “Unitened” , “Exogenesis: Symphony, Part”, “Stockholm Syndrome”, “Take bow”. Il finale è tutto da scoprire ed è racchiuso in due brani fantastici: “Plug in baby” e “Knights of Cydonia”che chiudono il cerchio magico dei fantastici Muse...