Niente più effetti strabilianti o trovate sceniche psichedeliche del light engineer Mamo Pozzoli, che hanno caratterizzato la precedente tournée. I Subsonica, per festeggiare i loro primi 12 anni sulla cresta dell’onda, scelgono la via della sobrietà confezionando un live perfetto ed essenziale , ma al tempo stesso mai banale e ricco di spunti interessanti. Dopo la recente pubblicazione dell’antologia “Nel vuoto per mano”ed il successo estivo al Privilege di Ibizia e i seguenti sold out al Forum di Londra ed al VK di Bruxelles, ecco un nuovo passo per i cinque torinesi: il ritorno al live- club.
Riescono in questo modo a ricreare quel calore unico, anche su un palco di ridotta dimensione più ristretto rispetto ai palazzetti, ma comunque ampio come il Teatro Tendastrisce.
Lo show si sviluppa su tonalità bianche e nere, dalle luci pulite in contrasto con il buio della sala, fino alle vesti del gruppo, variando persino la disposizione della line up sul palco per tener fede all’essenzialità portante della performance.
Ma finalmente arriva il momento della musica, quella vera, che tutti amiamo e, poi, il tripudio generale. Il concerto si presenta diviso in due fasi: nella prima, troviamo quasi tutti i brani selezionati nell'antologia mentre nella seconda, viene dato maggiore spazio alla vena più discoteque della band . E così, è facile ripercorrere tutta la storia di questo fantastico gruppo italiano , che ha poco di made in italy, attraverso i loro brani più significativi, come “Cose che non ho”, “Aurora sogna”, “Liberi tutti”, “Strade” , “Discolabirinto” , “Dentro i miei vuoti” , “Nuvole rapide”, fino alle più recenti “Veleno”, “Ali scure” e l'inedita “Il vento”, realizzata proprio per l’antologia “Nel vuoto per mano”. E poi troviamo “L'ultima risposta”, “Il centro della fiamma”, “Fluido activator” e la versione riarrangiata de “Il mio dj” che fa da preludio alla gran chiusura , classica, di “Preso blu”, un brano fantastico che ci fa capire la grandezza di un gruppo che, in 12 anni di onorata carriera, ci ha fatto saltare , muovere come pazzi ,ma anche volare con la mente verso nuovi orizzonti con sonorità uniche ed indimenticabili.