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Magazine
Titolo
Anno
1995
Genere
5/5
Noel Gallagher, Owen Morris, Mark Coyle
Rockfield Studios, Gwent, Galles
rock
Giudizio
Produzione
Autori
Location
Helter Skelter
What's the story, Morning glory
Etichetta
  Titolo Canzone
1 Hello - 3:22
2Roll With It- 4:00
3Wonderwall - 4:18
4Don't Look Back in Anger - 4:48
5Hey Now! - 5:42
6Untitled Track - 0:44
7Some Might Say - 5:29
8Cast No Shadow - 4:52
9She's Electric - 3:40
10Morning Glory - 5:03
11Untitled Track - 0:39
12Champagne Supernova - 7:27

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TRACKLIST
RECENSIONE
Oasis
What's the story, Morning glory
Oasis
La Recensione

Non si vincono per caso 14 dischi di platino…. “What’s the story morning glory” è l’album di riferimento degli anni ’90, in particolar modo del brit pop, quello che ha lanciato definitivamente nel panorama mondiale la band più famosa dell’ultimo ventennio: gli OASIS. Stiamo parlando di un disco che ha avuto la forza e la qualità di rimanere per ben 10 settimane in cima alla UK Albums Chart e raggiungere la posizione numero 4 negli Stati Uniti. Non solo. Ha venduto 346.000 copie solamente nella sua prima settimana di messa in vendita nel Regno Unito e ben 22 milioni di dischi in tutto il mondo ed è tuttora il terzo album più venduto di sempre nella storia del Regno Unito (con 4.4 milioni di copie vendute), dietro rispettivamente a Greatest Hits dei Queen e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles. Negli Stati Uniti, invece, dove ha venduto 4.6 milioni di copie, ha ricevuto quattro dischi di platino. Non solo. Il disco fu premiato come Best British album ai BRIT Awards del 1996 e nell'edizione del trentennale, nel 2010, è stato incoronato Miglior album britannico degli ultimi trent'anni. La rivista Rolling Stone l'ha inserito al 376° posto della sua lista dei 500 migliori album, mentre è stato decretato dalla rivista brittanica Q Magazine il miglior album degli anni Novanta. Ma se la bontà dei numeri ci indica come “What’s the story morning glory” sia stato un vero e proprio capolavoro da tramandare ai posteri, la forza della musica e delle note create dal leader carismatico Noel Gallagher, autore di tutti i brani dell’album, ne sono la prova più eclatante e quella che più ci piace sottolineare, rispetto ai freddi numeri che diranno sempre qualcosa, ma non ci spiegheranno mai le emozioni che possono scaturire dall’ascolto di un disco di tale livello. La bellezza di questo LP è la capacità di unire undici brani (due sono tracce strumentali di raccordo che non hanno nemmeno un titolo ufficiale) come se fossero una raccolta di grandi successi. In realtà stiamo parlando di otto brani che suonano tutti come dei singoli, come delle vere perle, e vederle incastonate in un’unica collana (il disco) crea un effetto mirabile e di indiscussa rarità. LA COPERTINA- Ma prima di tutto bisogna partire, della copertina, un'altra caratteristica indiscussa di questo capolavoro. Noel, infatti, aveva etichettato il sound dell'album come "riot music" (riot in inglese significa rissa). Si decise di non usare la band ma due ragazzi anonimi ripresi in modo sfocato, che camminavano per una strada, in modo tale da creare un alone di mistero intorno. Il tutto fu ambientato in Berwick Street, a Londra, così Cannon e il suo fotografo Michael Spencer Jones si svegliarono alle 4:30 di mattina per recarsi nella via a montare le attrezzature. Alle 5:00 arrivò uno dei due ragazzi, il dj Sean Rowley, mentre Noel ancora non si faceva vivo. Gallagher era rimasto a letto con un attacco intestinale. Iniziarono i lavori senza di lui, e per ben cinque ore Brian e Sean camminarono avanti e dietro per la via, stando sempre attenti a schivare i furgoni della frutta che passavano da quelle parti ogni dieci minuti, mentre Spencer Jones si limitava a scattare foto. La troupe lasciò la via verso le 8:00. La cosa buffa fu quella che la copertina dell'album divenne la prima foto ad essere scattata, mentre furono scartate le circa trenta successive. • I BRANI- Il primo singolo tratto dall’album fu “Roll With It” (è l'unico brano del cd dove figura ancora Tony McCarroll come batterista) • , uscito lo stesso giorno (14 agosto 1995) di “Contry house” dei Blur. (La sfida venne chiamata The Battle of Britpop. Il singolo dei Blur, vendette 274.000 copie, mentre Roll With it degli Oasis solo 216.000. Poco male. I risultati finali diedero ragione ai fratelli Gallagher e soci). Un pezzo allegro e divertente che apre le danze dopo la fantastica “Hello!”( che vede come co-autore Gary Glitter vista la grande somiglianza con un suo brano intitolato Hello, I'm Back Again.) , un concentrato di rock semplice e diretto. Della track numero 3 c’è poco da aggiungere. “Wonderwall” è il brano simbolo degli Oasis, probabilmente il più famoso e conosciuto al mondo (è stata decretata seconda miglior canzone di tutti i tempi da un sondaggio della rivista Q, che la pone dietro a Live Forever, altra nota canzone degli Oasis.) dedicata implicitamente all’ex Beatles G.Harrison. Come del resto la ballad acustica“Cast no Shadow”, altra dedica stavolta al caro amico Richard Ashcroft. Capolavori assoluti rimangono “Dont’look back in anger” dove la voce di Noel è fantastica accompagnata dal piano e “ Champagna Supernova”, brano fenomenale impreziosito dalla chitarra di Paul Weller, padre adottivo (musicale) di Noel. Da non sottovalutare la bellezza poi di brani come “Some might say” e “Morning glory”, con quest’ultima che pare abbia riferimenti alle droghe. Per ultime, ma non di minore spessore ma solo perché meno considerate rispetto ai capolavori sopra citati, ci sono “Hey now” e “She’ s electric”, un brano esplicitamente beatlesiano con i suoi ritmi ed il suo arrangiamento. Insomma, per chi non avesse mai ascoltato “What’s the story morning glory” ne consigliamo vivamente l’ascolto e se possibile l’immediato acquisto. Nelle vostra collezione non può mancare un album del genere!
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