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R.E.M.
DISCOGRAPHY
Voice Michael Stipe 1982 - Chronic Town 1983 – Murmur 1984 – Reckoning 1985 - Fables of the Reconstruction 1986 - Lifes Rich Pageant 1987 – Document 1987 - Dead Letter Office 1988 – Eponymous 1988 – Green 1991 - Out Of Time 1992 - Automatic For The People 1994 – Monster 1994 - Singles Collected 1996 - New Adventures in Hi-Fi 1998 - Up 2001 - Reveal 2003 - In Time: The Best Of R.E.M. 1988-2003 2004 - Around The Sun 2006 - And I Feel Fine: The Best Of The I.R.S. Years 1982-1987 2007 - R.E.M. Live 2008 - Accelerate
Guitar Peter Buck
Keyboards
Drums Pete Berry (1997)
Bass Mike Mills




1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


I R.E.M. si formano nel 1980 all’università di Athens, Georgia. Una volta scoperte le proprie affinità musicali, il cantante Michael Stipe e il chitarrista Peter Buck danno vita ad un progetto musicale coinvolgendo anche il bassista Mike Mills e il batterista Peter Mills. Dopo aver adottato il nome Twisted Kites la band opta per il più accessibile R.E.M., ossia l’acronimo di Rapid Eye Movement, la fase del sonno in cui gli occhi si muovono rapidamente.
In seguito alla registrazione del primo singolo, “Radio Free Europe”, la formazione attira l’attenzione dell’etichetta Irs Vintage che mette sotto contratto il gruppo. Nel 1982 esce così il primo Ep “Chronic Town” a cui segue, nel 1983, l’ ottimo album d’esordio “Murmur”, perfetto misto tra le chitarre incisive di Buck e la voce di Stipe, che non riscuote un grande successo commerciale ma viene acclamato dalla critica. Anche con i due successivi lavori, “Reckoning” e “Fables of the Reconstruction”, i R.E.M. non riescono a sfondare a livello di vendite ma le cose cambiano con il quarto album, “Lifes Rich Pageant” , che diventa disco d’oro con oltre 500.000 copie vendute. Nel 1987 è l’ora del grande balzo con “Document”, che contiene le indimenticabili hits “One I Love” e “It’s The End of the world As we know it”.
Divenuti una realtà del panorama rock internazionale, i R.E.M. a questo punto sono costretti a cedere alle lusinghe di una major, la Warner, non senza prima essersi accertati di godere della completa e totale libertà artistica. Il primo disco ad uscire sotto la nuova etichetta è “Green”, del 1988, in cui il quartetto dimostra di non aver perso la propria lucidità artistica sfornando canzoni di tutto rispetto come la fresca “Pop Song 89” o la malinconica “I Remember California”. L’anno del grande salto però è il 1991, con l’album “Out Of Time” che contiene quello che diventerà il loro inno per eccellenza, “Losing My religion”.
Dopo i 15 milioni di copie vendute con “Out Of Time” l’anno successivo la band, come se volesse fuggire dallo strepitoso successo piovutogli addosso, pubblica un album dalle sonorità più cupe, “Automatic for the people”. Il risultato però è sempre positivo, con canzoni di alto livello come “Drive”, “Man Of The Moon” e la struggente “Everybody Hurts”, entrata ormai nella leggenda.
Dopo un lavoro del genere, i R.E.M. stupiscono due anni più tardi con la pubblicazione di “Monster”, il disco più ruvido della loro carriera, caratterizzato da chitarre prepotenti in piena sintonia con il fenomeno grunge esploso nello stesso periodo. L’intero album è dedicato alla memoria dell’attore scomparso River Phoenix e a quella di Kurt Cobain, al quale è dedicata “Let me in”. Nel seguente tour, nella tappa di Losanna in Svizzera, un grave incidente coinvolge il batterista Pete Berry che viene colpito da un aneurisma. Quest’ultimo, probabilmente a causa di questo terribile episodio, decide di lasciare la band, anche se solamente dopo la registrazione di “New Adventures in Hi-Fi”, un lavoro che rappresenta una tappa importante nella carriera del gruppo e che in qualche modo chiude un lungo capitolo della sua storia.
I tre componenti rimasti, orfani di Mills, decidono di continuare a suonare e nel 1998 partoriscono lo sperimentale “Up”. Il singolo che lancia l’album è la coinvolgente ballata “Daysleeper”, ma nonostante le premesse il nuovo lavoro non riesce a raggiungere i picchi di vendita dei precedenti: l’abbandono di Mills e la svolta sperimentale lasciano con l’amaro in bocca i fans.
Nel 1999 i R.E.M. pubblicano l’ottimo singolo Great Beyond, colonna sonora del film “Man on The Moon” e nel 2001 inaugurano la nuova decade con “Reveal”, che si distingue per il tormentone “Imitation Of Life”. Nel 2004 il gruppo pubblica un nuovo disco, “Around The Sun”, trascinato dal brano “Leaving New York”, una sorta di dichiarazione d’amore della band all’anima ferita della città che è stata vittima degli attentati dell’11 settembre.
Nel 2008 finalmente i R.E.M. fanno un salto indietro nel tempo e sfornano l’album “Accelerate”, una sorta di recupero delle proprie radici rock, che testimonia come la band abbia ancora, alla soglia dei trent’anni di carriera, la stoffa per fare musica di alta qualità.




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