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Allison
Crowe - Midnight |
| 2 |
Josh Woodward - Go |
| 3 |
C. S. Daggers -
Changing my mind |
| 4 |
S.Crossing -
Don’t Get Me Started |
| 5 |
First - On the road |
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I
R.E.M. si formano nel 1980 all’università di Athens,
Georgia. Una volta scoperte le proprie affinità musicali, il
cantante Michael Stipe e il chitarrista Peter Buck danno vita ad un
progetto musicale coinvolgendo anche il bassista Mike Mills e il
batterista Peter Mills. Dopo aver adottato il nome Twisted Kites la
band opta per il più accessibile R.E.M., ossia l’acronimo
di Rapid Eye Movement, la fase del sonno in cui gli occhi si muovono
rapidamente.
In seguito alla registrazione del primo singolo, “Radio Free
Europe”, la formazione attira l’attenzione
dell’etichetta Irs Vintage che mette sotto contratto il gruppo.
Nel 1982 esce così il primo Ep “Chronic Town” a cui
segue, nel 1983, l’ ottimo album d’esordio
“Murmur”, perfetto misto tra le chitarre incisive di Buck e
la voce di Stipe, che non riscuote un grande successo commerciale ma
viene acclamato dalla critica. Anche con i due successivi lavori,
“Reckoning” e “Fables of the Reconstruction”, i
R.E.M. non riescono a sfondare a livello di vendite ma le cose cambiano
con il quarto album, “Lifes Rich Pageant” , che diventa
disco d’oro con oltre 500.000 copie vendute. Nel 1987 è
l’ora del grande balzo con “Document”, che contiene
le indimenticabili hits “One I Love” e “It’s
The End of the world As we know it”.
Divenuti una realtà del panorama rock internazionale, i R.E.M. a
questo punto sono costretti a cedere alle lusinghe di una major, la
Warner, non senza prima essersi accertati di godere della completa e
totale libertà artistica. Il primo disco ad uscire sotto la
nuova etichetta è “Green”, del 1988, in cui il
quartetto dimostra di non aver perso la propria lucidità
artistica sfornando canzoni di tutto rispetto come la fresca “Pop
Song 89” o la malinconica “I Remember California”.
L’anno del grande salto però è il 1991, con
l’album “Out Of Time” che contiene quello che
diventerà il loro inno per eccellenza, “Losing My
religion”.
Dopo i 15 milioni di copie vendute con “Out Of Time”
l’anno successivo la band, come se volesse fuggire dallo
strepitoso successo piovutogli addosso, pubblica un album dalle
sonorità più cupe, “Automatic for the
people”. Il risultato però è sempre positivo, con
canzoni di alto livello come “Drive”, “Man Of The
Moon” e la struggente “Everybody Hurts”, entrata
ormai nella leggenda.
Dopo un lavoro del genere, i R.E.M. stupiscono due anni più
tardi con la pubblicazione di “Monster”, il disco
più ruvido della loro carriera, caratterizzato da chitarre
prepotenti in piena sintonia con il fenomeno grunge esploso nello
stesso periodo. L’intero album è dedicato alla memoria
dell’attore scomparso River Phoenix e a quella di Kurt Cobain, al
quale è dedicata “Let me in”. Nel seguente tour,
nella tappa di Losanna in Svizzera, un grave incidente coinvolge il
batterista Pete Berry che viene colpito da un aneurisma.
Quest’ultimo, probabilmente a causa di questo terribile episodio,
decide di lasciare la band, anche se solamente dopo la registrazione di
“New Adventures in Hi-Fi”, un lavoro che rappresenta una
tappa importante nella carriera del gruppo e che in qualche modo chiude
un lungo capitolo della sua storia.
I tre componenti rimasti, orfani di Mills, decidono di continuare a
suonare e nel 1998 partoriscono lo sperimentale “Up”. Il
singolo che lancia l’album è la coinvolgente ballata
“Daysleeper”, ma nonostante le premesse il nuovo lavoro non
riesce a raggiungere i picchi di vendita dei precedenti:
l’abbandono di Mills e la svolta sperimentale lasciano con
l’amaro in bocca i fans.
Nel 1999 i R.E.M. pubblicano l’ottimo singolo Great Beyond,
colonna sonora del film “Man on The Moon” e nel 2001
inaugurano la nuova decade con “Reveal”, che si distingue
per il tormentone “Imitation Of Life”. Nel 2004 il gruppo
pubblica un nuovo disco, “Around The Sun”, trascinato dal
brano “Leaving New York”, una sorta di dichiarazione
d’amore della band all’anima ferita della città che
è stata vittima degli attentati dell’11 settembre.
Nel 2008 finalmente i R.E.M. fanno un salto indietro nel tempo e
sfornano l’album “Accelerate”, una sorta di recupero
delle proprie radici rock, che testimonia come la band abbia ancora,
alla soglia dei trent’anni di carriera, la stoffa per fare musica
di alta qualità.
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