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RECENSIONE BEN HARPER White lies for dark times

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Ben Harper - White lies for dark times

Title White lies for dark times TRACKLIST
Label Virgin Records 01 - Number with no name
02 - Up to you now
03 - Shimmer and shine
04 - Lay there and hate me
05 - Why must you always dress in black
06 - Skin thin
07 - Fly one time
08 - Keep it together (so I can fall apart)
09 - Boots like these
10 - The word suicide
11 - Faithfully remain


Year 2009
Genere Blues, Rock, Folk
Recorded At Eldorado Rec Studios, Los Angeles
Authors Ben Harper, J.Mozersky, J.Ingalls
Production Ben Harper, Danny Kalb and Relentless 7
Evaluation xxxx

1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


BEN HARPER: E' ARRIVATO IL DISCO DELL'ANNO?

La Recensione.

Si candida seriamente ad essere considerato l’album di questo 2009. White lies for dark times conferma, se ce ne fosse bisogno, le grandi qualità di Ben Harper che anche in questa  occasione si dimostra un artista fenomenale, capace di rigenerarsi attraverso la collaborazione di un nuovo gruppo, i  Relentless 7, una band che è nata per caso, senza pretese, e che è pian piano diventata un progetto a tempo pieno, come dimostra questo lavoro in studio. La grandezza di Ben Harper sta in questa sua capacità di tornare all’origini, proponendosi non come un leader ma come un frontman di un gruppo nuovo che ha tanto da dire.

E così,  si nota fin dalle prime note che l’aria che si respira nel disco è fresca ed accogliente. Diciamocelo chiaramente: il nome del rocker statunitense poteva tranquillamente essere omesso nella copertina dell’album, visto che la scrittura e la produzione dei brani porta ampiamente la firma dei Relentless 7, al secolo Jason Mozersky (chitarra), Jordan Richardson (percussioni) e Jesse Ingalls (basso e piano). E la novità è evidente già in Number with no name, dove il folk blues del californiano è impreziosito da una prestante base ritmica stile Black Rebel Motorcycle Club, tanto per citarne qualcuno più contemporaneo. Up to you now ci mostra come Ben Harper sa sperimentare sonorità elettroniche non per forza tendenti al blues. Niente da dire sul singolo e capolavoro Shimmer and shine, l’espressione lampante della sua creatività musicale e della sua avvolgente e calda vocalità. La traccia seguente è una di quelle che ti prendono fin dal primo ascolto: Lay there and hate me, racchiude in se 40 anni di musica made in Usa, con sonorità country, blues e jazz. C’è spazio anche per la Hendrixiana, Why must you always dress in black. E non a caso, infatti,  il californiano è stato più volte paragonato a  Jimi Hendrix per alcune sfaccettature del suo  stile e per alcune  sonorità. Tipica del suo repertorio,  troviamo la splendida ballad  Skin thin, prima di incontrare la magnifica Fly one time, scritta a due mani con Mozersky, che la impreziosisce con la sua chitarra lineare e secca che rende perfettamente la melodia del brano, dove spicca la voce inimitabile di Ben Harper. Keep it together (so I can fall apart) con il suo main riff di chitarra effettato con il Wah Wah (o cry baby, come dir si voglia), che lascia poi spazio allo slide inconfondibile del californiano, ci riporta al vero blues anni ’70, quello filtrato dal rock britannico. Il finale dell’album è meno scoppiettante e ritmato della prima parte, ma ci riporta al  Ben Harper dei primi lavori, che è sempre un piacere ascoltare. Boots like these, The word suicide e Faithfully remain, rappresentano una triade perfetta per chiudere il cerchio di questo magnifico lavoro, ultimo solo per ordine di tempo. Per chi non conoscesse ancora Ben Harper, consigliamo di ascoltare questo album. Potrebbe essere una piacevole sorpresa…per chi lo apprezza già da tempo, invece, è senz’altro una gradevole conferma….




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