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RECENSIONE BLOC PARTY Intimacy

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Title Intimacy TRACKLIST
Label Atlantic 1. Ares
2. Mercury
3. Halo
4. Biko
5. Trojan Horse
6. Signs
7. One Month Off
8. Zephyrus
9. Better Than Heaven
10. Ion Square



Year 2008
Genere Alternative Rock
Recorded
Authors Bloc Party
Production Jacknife Lee, Paul Epworth
Evaluation xx
1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


La fretta rischia di bruciare i Bloc Party

La Recensione.

Ansiosi di stupire i Bloc Party, a distanza di un solo anno e mezzo dalla pubblicazione di “A Week-end in the city”, hanno pubblicato il nuovo lavoro Intimacy su internet (memori dell’esperimento di “In Rainbows” dei Radiohead) due mesi prima dell’uscita del cd sugli scaffali. Mossa azzeccata, perché l’idea ha raccolto molti consensi ed i ragazzi hanno ottenuto la visibilità che cercavano dimostrando di capire come funziona la complicata macchina dello showbiz.

Raggiunto questo obiettivo la band ha però centrato solo in parte quello successivo, ossia di dare una svolta al proprio sound. Se il leader Okelele ha sempre dichiarato di adorare la band di Thom Yorke e le sperimentazioni, nella pratica il cambio di rotta non è stato così netto e il risultato non poteva che essere un compromesso tra il vecchio ed il nuovo. Un esperimento riuscito a metà dunque, perché con Intimacy il gruppo non riesce a far coincidere la svolta elettronica con quella carica esplosiva che ne aveva caratterizzato gli esordi.

Si viaggia tra pezzi che cavalcano l’onda del cambiamento come “Ares” e “Mercury”, che si alimentano del ritmo delle casse impazzite tipiche del Big Beat alla Chemical Brothers, ma non mancano brani che potrebbero provenire dal vecchio corso come la convincente “Halo” e ottimi esempi di come la voce profonda di Okelele non abbia smesso di costruire le sue indimenticabili melodie (“Better Than Heaven”). Il resto invece non brilla come dovrebbe e ci presenta una band stanca, che sembra aver perso lo smalto e la freschezza di canzoni come “Helicopter” e “I Still Remember”.

Rimane però difficile non apprezzare l’impegno con cui il gruppo si prodiga per trovare vie alternative alle strade tracciate in passato, per cui bisogna dare il tempo ai Bloc Party di scrivere con calma questo nuovo capitolo della loro avventura musicale, sperando che in futuro possano regalarci episodi più avvincenti ed interessanti. L’importante è che i quattro imparino la lezione e capiscano che a guardare in alto verso colleghi più illustri il rischio è quello di bruciarsi troppo in fretta.…
Gabriele Canari




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