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BLUR
DISCOGRAPHY
Voice Damon Albarn 
Anno Album Recensione

Leisure

Modern Life is Rubbish


Parklife
fly!

The Great Escape


Blur

13

The Best Of Blur

Think Tank
Guitar Graham Coxon 
Bass Alex James
Drums
Dave Rowntree 






1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


La Biografia.

Considerati tra i maggiori esponenti del brit-pop i Blur, inizialmente chiamati Seymour, si sono formati a Londra sul finire degli anni ‘80 grazie all’incontro di quattro ragazzi provenienti dall’Essex: Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree.

Nel 1991 pubblicano il loro disco d’esordio “Leisure” e sfornano due singoli di buon successo come “She’s so High” e “There’s No Other Way”. Il vero e proprio salto di qualità però viene compiuto due anni più tardi con “Modern Life is Rubbish”, lavoro ben più maturo del precedente, che apre la strada verso il successo al gruppo grazie a brani di grande impatto come “For Tomorrow” e “Chemical World”. L’anno successivo è quello della consacrazione grazie a “Parklife”, dove i Blur dimostrano di avere creatività da vendere e soprattutto di arrivare al pubblico grazie all’eccezionale singolo “Girls & Boys”, uno dei brani di maggior successo della band.

Nello stesso periodo, con l’entrata in scena degli Oasis, inizia lo scontro a distanza tra le due band per contendersi lo scettro di gruppo più importante del brit-pop. Il leader Albarn, per rispondere alle provocazioni dei fratelli Gallagher, all’uscita del loro quarto album “The Great Escape” dichiara aperta la sfida su quale singolo venderà di più, tra la loro “Country House” e “Roll With It”. I Blur vinceranno  la sfida, ma la quarta fatica in studio, seppur supportata da grandi singoli come “Country House”e “Charmless Man”, non riuscirà a vendere quanto il capolavoro degli “odiati” cugini mancuriani “What’s The Story Morning Glory”.

I Blur però prendono la loro rivincita sul piano artistico pubblicando nel 1997 un album diverso dagli esordi, “Blur”, che contiene la beatlesiana “Beetlebum” e la scarica adrenalinica di “Song 2”, un brano di due soli minuti che grazie alla sua potenza ed immediatezza riesce ad ottenere un successo internazionale. Nel 1999 la band capitanata di Albarn chiude definitivamente i ponti con il brit-pop grazie alle sperimentazioni di “Thirteen”, un disco dove trovano spazio sia brani alternativi come “Swamp Song” che canzoni pacate e malinconiche come “Tender” e “Cofee & Tv”.

Dopo aver pubblicato il Greatest Hits nel 2000 il leader Albarn si dedica ad un progetto alternativo, i “Gorillaz”, trascurando i suoi Blur che nel 2002 perdono una pedina fondamentale, il chitarrista Graham Coxon. Nonostante l’uscita di quest’ultimo dalla band nel 2003 riesce a vedere la luce, a quattro anni di distanza dall’ultimo lp, “Think Tank”, lavoro ancora più sperimentale ed ermetico rispetto al precedente.

Nel 2006 Albarn riesce anche a crearsi un nuovo progetto, “The Good, The Bad & The Queen”, assieme ad altre stelle del rock tra cui Paul Simmons dei Clash, con cui pubblica un album.
Nel 2008 viene annunciato il tanto atteso ritorno di Coxon con cui la band sta già pianificando delle date live e lavorando al prossimo album in studio dei Blur.





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