 |
| Ascoltaci in diretta: scegli il player |
 |
 |
 |
 |
|
|
|
 |
| Web Radio & Magazine: musica 24h, podcast, biografie artisti e rockband, recensioni dischi, libri, film |
|
|
|
 |
| 1 |
Allison
Crowe - Midnight |
| 2 |
Josh Woodward - Go |
| 3 |
C. S. Daggers -
Changing my mind |
| 4 |
S.Crossing -
Don’t Get Me Started |
| 5 |
First - On the road |
|
|
|
 |
La Biografia.
Considerati
tra i maggiori esponenti del brit-pop i Blur, inizialmente chiamati
Seymour, si sono formati a Londra sul finire degli anni ‘80
grazie all’incontro di quattro ragazzi provenienti
dall’Essex: Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave
Rowntree.
Nel 1991 pubblicano il loro disco d’esordio “Leisure”
e sfornano due singoli di buon successo come “She’s so
High” e “There’s No Other Way”. Il vero e
proprio salto di qualità però viene compiuto due anni
più tardi con “Modern Life is Rubbish”, lavoro ben
più maturo del precedente, che apre la strada verso il successo
al gruppo grazie a brani di grande impatto come “For
Tomorrow” e “Chemical World”. L’anno successivo
è quello della consacrazione grazie a “Parklife”,
dove i Blur dimostrano di avere creatività da vendere e
soprattutto di arrivare al pubblico grazie all’eccezionale
singolo “Girls & Boys”, uno dei brani di maggior
successo della band.
Nello stesso periodo, con l’entrata in scena degli Oasis, inizia
lo scontro a distanza tra le due band per contendersi lo scettro di
gruppo più importante del brit-pop. Il leader Albarn, per
rispondere alle provocazioni dei fratelli Gallagher, all’uscita
del loro quarto album “The Great Escape” dichiara aperta la
sfida su quale singolo venderà di più, tra la loro
“Country House” e “Roll With It”. I Blur
vinceranno la sfida, ma la quarta fatica in studio, seppur
supportata da grandi singoli come “Country House”e
“Charmless Man”, non riuscirà a vendere quanto il
capolavoro degli “odiati” cugini mancuriani
“What’s The Story Morning Glory”.
I Blur però prendono la loro rivincita sul piano artistico
pubblicando nel 1997 un album diverso dagli esordi, “Blur”,
che contiene la beatlesiana “Beetlebum” e la scarica
adrenalinica di “Song 2”, un brano di due soli minuti che
grazie alla sua potenza ed immediatezza riesce ad ottenere un successo
internazionale. Nel 1999 la band capitanata di Albarn chiude
definitivamente i ponti con il brit-pop grazie alle sperimentazioni di
“Thirteen”, un disco dove trovano spazio sia brani
alternativi come “Swamp Song” che canzoni pacate e
malinconiche come “Tender” e “Cofee & Tv”.
Dopo aver pubblicato il Greatest Hits nel 2000 il leader Albarn si
dedica ad un progetto alternativo, i “Gorillaz”,
trascurando i suoi Blur che nel 2002 perdono una pedina fondamentale,
il chitarrista Graham Coxon. Nonostante l’uscita di
quest’ultimo dalla band nel 2003 riesce a vedere la luce, a
quattro anni di distanza dall’ultimo lp, “Think
Tank”, lavoro ancora più sperimentale ed ermetico rispetto
al precedente.
Nel 2006 Albarn riesce anche a crearsi un nuovo progetto, “The
Good, The Bad & The Queen”, assieme ad altre stelle del rock
tra cui Paul Simmons dei Clash, con cui pubblica un album.
Nel 2008 viene annunciato il tanto atteso ritorno di Coxon con cui la
band sta già pianificando delle date live e lavorando al
prossimo album in studio dei Blur.
|
|