10 GRANDI CANZONI DALL'IMMORTALE BOB DYLAN
La Recensione.
Bob
Dylan è un’artista così grande che non ha bisogno
di presentazioni, un compositore così straordinario da essere
capace, alla soglia dei settant’anni, di far sognare attraverso i
suoi versi e la sua musica. Ma Dylan è anche un personaggio
fuori dagli schemi: è in tour dagli anni ottanta con il
cosiddetto Never Ending Tour, fa infuriare i suoi vicini che non
sopportano gli odori provenienti dal wc chimico che ha fatto installare
nei pressi della sua proprietà a Malibu e, tempo fa, ha
addirittura dichiarato di non conoscere nessuno che abbia registrato un
disco dal suono decente negli ultimi vent’anni.
Forse è anche per via di questa eccentricità che il
signor Zimmerman (per chi non lo sapesse è il suo vero nome) non
si vuole arrendere e continua, con la stessa disinvoltura, ad
abbracciare la sua chitarra e il suo microfono con la stessa passione
di sempre. E l’esempio lampante che il corso del tempo non
scalfisca le sue doti è la sua nuova opera Together Through
Life, un disco suggestivo composto da dieci tracce che si lasciano
ascoltare tutte d’un fiato, dove su una cornice di rock blues si
stendono i versi poetici del cantautore del Minnesota che canta di
amore e di vita. Tre quarti d’ora di musica per un album diretto,
che abbandona la lunghezza eccessiva del precedente Modern Times,
adatto per essere ascoltato mentre il paesaggio fuori dal finestrino
scorre velocemente. Tanti gli artisti che hanno accompagnato
Dylan in questo lavoro dalle mille sfaccettature, a partire da David
Hidalgo dei Los Lobos che in Beyond There Lies si fa sentire con la sua
fisarmonica, fino all’imprescindibile chitarrista Mike Campbell
degli Heartbrakers e ai suoi fedeli compagni come Tony Garnier, George
Receli e il polistrumentista Donny Herron che lo affiancano nelle date
del tour.
Dylan ha voglia di divertire e divertirsi, come nella scanzonata My
Wife’s Hometown, che riprende un brano di Willie Dixon, e
nell’irresistibile blues di Shake shake mama. Anche quando il
vecchio Bob sembra meno lucido riesce a lavorare di esperienza e far
brillare anche brani meno incisivi come If you ever go to Houston e
This Dream of You, unico brano del disco scritto dal solo Dylan.
Altre suggestive emozioni arrivano nel finale con I Feel a Change
Comin’ On, una ballata che colpisce dritta al cuore che sembra
fatta apposta per salutare l’arrivo di Obama alla casa bianca, e
nella ruvida e coinvolgente It’s all Good.
Le note di Together Through Life volano leggere come piume ma sanno
toccare le corde giuste, mescolando l’arte e la poetica di
un’artista capace di riportarci indietro negli anni ’50; un
Dylan che anziché invecchiare sembra ringiovanire e acquistare
nuova lucidità e consapevolezza con il passare degli anni.
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