UN DISCO NUOVO CHE SA DI RITORNO AL PASSATO...
La Recensione.
Ricordate
Playing the Angel? Sono passati 4 lunghi anni ma i Depeche Mode non ci
hanno affatto delusi. Del resto come potrebbero? Sounds of the
Universe è il diciottesimo album della band britannica, il
dodicesimo registrato in studio. Sono in tutto 13 tracce, tutte da
ascoltare e scoprire perché, si sa, Martin Gore e soci sanno
sempre cosa fanno.
C’è un filo conduttore in tutto il disco ed, al primo
ascolto, si può affermare senza alcun dubbio che
c’è un ritorno al vecchio stile anni 70/80, che ha
contraddistinto i Depeche Mode agli esordi. Abbandonato il modernismo
degli ultimi dischi, synth e attrezzatura vintage, tornano a farla da
padroni in un disco che non colpisce per originalità ma ci
restituisce una band più viva che mai, nonostante si autociti,
con uno stile ben conosciuto. Si può dire tranquillamente che si
tratta di un ritorno come avvenuto per gli U2 e questo può farci
capire che, forse, la musica stia prendendo un suo verso circolare,
senza trovare punti di sfogo.
Con suoni spaziali, e questo continuo senso d'infinito, Dave Gahan,
Martin Gore e Andy Fletcher tornano a farci viaggiare già con il
primo singolo Wrong , mentre lasciano spazio alle loro atmosfere
inconfondibili nelle restanti tracce del disco. E’ proprio in
questo suo senso di magico che Sounds of the universe si rivela in
tutta la sua bellezza. Niente di nuovo, per carità, ma è
sempre piacevole ascoltare la chimica perfetta di questi tre fenomeni
del rock britannico, unici nel loro modo di interpretare i suoni e
nella loro maniera di costruire la timbrica di ogni brano.
Ma non ci sono solo effetti e suoni sintetizzati. C’è
spazio anche per la chitarra con Little soul che spicca per
il bellissimo il finale, o con l’inizio di Come back,
nonché il riff portante di Miles away. Il ritorno
sopraccitato al vintage, tanto amato da Martin Gore, la mente del
gruppo, è più da ricercarsi nell’uso di
sintetizzatori retrò, come nell’attacco di “Fragile
tension” ma anche in In Sympathy o in Come Back, dove la
struttura sonora ha la sua parte dominante, rispetto alla melodia.
Ripetiamo: un disco non unico nel suo genere, ma pur sempre di livello,
assolutamente da ascoltare e riascoltare per gli amanti della buona
musica e, nonostante non spicchi per qualità in nessun
brano ha una compattezza ed una presenza sonora di assoluto livello. Il
disco sarà supportato dal Tour of the Universe ed in accordo con
quanto dichiarato da Andy Fletcher, molte tracce extra non presenti in
Sounds Of The Universe saranno incluse in una versione deluxe
dell'album. Inoltre, la versione deluxe dell'album conterrà
nuovi e vecchi demo registrati dai Depeche Mode, in un totale di circa
17 canzoni.
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