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RECENSIONE DEPECHE MODE Sounds of the Universe

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Depeche Mode - Sounds of the Universe

Title Sounds of the Universe TRACKLIST
Label Mute-EMI 01. "In chains"
02. "Hole to feed"
03. "Wrong"
04. "Fragile tension"
05."Little soul"
06. "In sympathy"
07. "Peace"
08. "Come back"
09. "Spacewalker"
10. "Perfect"
11. "Miles away / The truth is"
12. "Jezebel"
13. "Corrupt"

Year 2009
Genere Synth rock, Alternative Dance
Recorded Maggio- Dicembre 2008
Authors Depeche Mode
Production Depeche Mode, Ben Hillier
Evaluation xxx

1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


UN DISCO NUOVO CHE SA DI RITORNO AL PASSATO...

La Recensione.

Ricordate Playing the Angel? Sono passati 4 lunghi anni ma i Depeche Mode non ci hanno affatto delusi. Del resto come potrebbero?  Sounds of the Universe è il diciottesimo album della band britannica, il dodicesimo registrato in studio. Sono in tutto 13 tracce, tutte da ascoltare e scoprire perché, si sa, Martin Gore e soci sanno sempre cosa fanno.

C’è un filo conduttore in tutto il disco ed, al primo ascolto, si può affermare senza alcun dubbio che c’è un ritorno al vecchio stile anni 70/80, che ha contraddistinto i Depeche Mode agli esordi. Abbandonato il modernismo degli ultimi dischi, synth e attrezzatura vintage, tornano a farla da padroni in un disco che non colpisce per originalità ma ci restituisce una band più viva che mai, nonostante si autociti, con uno stile ben conosciuto. Si può dire tranquillamente che si tratta di un ritorno come avvenuto per gli U2 e questo può farci capire che, forse, la musica stia prendendo un suo verso circolare, senza trovare punti di sfogo.

Con suoni spaziali, e questo continuo senso d'infinito, Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher tornano a farci viaggiare già con il primo singolo Wrong , mentre lasciano spazio alle loro atmosfere inconfondibili nelle restanti tracce del disco. E’ proprio in questo suo senso di magico che Sounds of the universe si rivela in tutta la sua bellezza. Niente di nuovo, per carità, ma è sempre piacevole ascoltare la chimica perfetta di questi tre fenomeni del rock britannico, unici nel loro modo di interpretare i suoni e nella loro maniera di costruire la timbrica di ogni brano.

Ma non ci sono solo effetti e suoni sintetizzati. C’è spazio anche per la  chitarra con Little soul che spicca per il bellissimo il finale, o con l’inizio di Come back, nonché il riff portante di Miles away. Il ritorno sopraccitato al vintage, tanto amato da Martin Gore, la mente del gruppo,  è più da ricercarsi nell’uso di sintetizzatori retrò, come nell’attacco di “Fragile tension” ma anche in In Sympathy o in Come Back, dove la struttura sonora ha la sua parte dominante, rispetto alla melodia.

Ripetiamo: un disco non unico nel suo genere, ma pur sempre di livello, assolutamente da ascoltare e riascoltare per gli amanti della buona musica e, nonostante non spicchi per qualità in nessun brano ha una compattezza ed una presenza sonora di assoluto livello. Il disco sarà supportato dal Tour of the Universe ed in accordo con quanto dichiarato da Andy Fletcher, molte tracce extra non presenti in Sounds Of The Universe saranno incluse in una versione deluxe dell'album. Inoltre, la versione deluxe dell'album conterrà nuovi e vecchi demo registrati dai Depeche Mode, in un totale di circa 17 canzoni.




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