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Title Our Earthly Pleasures TRACKLIST
Label Warp 1.    "Girls Who Play Guitars"
2.    "Our Velocity"
3.    "Books from Boxes"
4.    "Russian Literature"
5.    "Karaoke Plays"
6.    "Your Urge"
7.    "The Unshockable"
8.    "By the Monument"
9.    "Nosebleed”
10.    "A Fortnight's Time"
11.    "Sandblasted and Set Free"
12.    "Parisian Skies"


Year 2007
Genere Indie Rock
Recorded
Authors Maximo Park
Production Gil Norton
Evaluation xxx
1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


PER I MAXIMO PARK PREZIOSA CONFERMA

Se pronunciassi il nome Paul Smith, a molti verrebbe in mente il famoso (e caro…) stilista inglese. Ma, come potete ben intuire, questa non è una rubrica di moda o di fashion design. Quindi, se pronunciassimo il nome Paul Smith, ci verrebbe in mente il frontman di quella band che è entrata prepotentemente nel panorama Indie Rock britannico: i Maximo Park.
La band di Newcastle, dopo aver incassato i positivi giudizi del loro primo album “A certain trigger”, si è presentata con un nuovo disco tutto da scoprire: “Our Earthly Pleasures”.
Diciamo subito che è un album “diesel”, che apprezzi pienamente riascoltandolo più volte, che non impressiona certo per la sua unicità, ma che sicuramente si fa apprezzare per il suo essere originale, in tendenza con il precedente lavoro della band.
Il tutto si apre con “Girls who plays guitar”, dalla cadenza regolare, ritmato al punto giusto, senza strafare, seguito dal primo singolo estratto, ovvero “Our velocity”, brano dotato di innata freschezza, in puro stile Maximo Park.
Il sound si fa più ragionato e ci imbattiamo, forse, nella canzone più riuscita dell’intero album “Books from Boxes”, secondo singolo. Qui, gli arpeggi di chitarra risaltano efficacemente all’orecchio, per poi lasciare spazio alle immancabili tastiere e ad intrecci vocali che fanno molto new wave anni ’80. Così, dopo la raffinata “Russian Litirature”, è “Karaoke Plays” a rubare la scena, con atmosfere che sembrano calzare a pennello durante un lungo viaggio (anche il video ne è una testimonianza).
”Your urge” è basato su insistenti riff di pianoforte ed è proprio qui che forse emerge questo stile un po’ appesantito di cui parlavano sopra. Certamente dovrebbe essere ascoltato più  di volte per poterne apprezzare a pieno la propria validità.
Ma la piacevole immediatezza, rifà capolino con “By the Monument”, nel quale possiamo ascoltare ottimi arrangiamenti ed un sound accattivante. Nella successiva “Nosebleed”, Smith cerca di indurre a riflessioni (“Some people hide their emotions, some people show too much. Did we go too fast? Is that why your nose is bleeding?”) mentre il ritmo riacquista vigore in “A fortnight’s time”. La chiusura è tutta per “Sandblasted and set free” e la particolare “Parisian Skies”.
In sostanza, l’album risulta essere un ottimo continuum di idee ed espressioni musicali, anche se meno veloce e più ragionato. Dopo il successo del loro primo lavoro, i Maximo Park si confermano in maniera abbastanza soddisfacente. Certo, qualche fans di “A certain trigger” potrà storcere il naso di fronte ad alcune scelte, ma è ovvio che non si può accontentare tutti. Nel vortice delle nuove band inglesi, il secondo album è sempre quello più difficile, poiché è considerato il gradino determinante per la definitiva consacrazione. I Maximo Park ce la mettono tutta e, seppur con qualche errore di gioventù, riescono nell’intento.
Sicuramente, siamo pronti a scommetterci, li ritroveremo presto ai primi posti delle chart che contano.

Alessandro Setaro




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