LA TIGRE
DI CREMONA RUGGISCE ANCORA
La Recensione. Con “Facile” la
grandissima interprete della musica italiana ritorna sulle scene dopo
due anni dall’ultimo disco di inediti, “Bau”. Lo fa un album moderno e
allo stesso tempo “giovane”, impreziosito da collaborazioni d’eccezione
come Boosta dei Subsonica e Manuel Agnelli degli Afterhours. Che dire
sul nuovo lavoro della cantante italiana più famosa al mondo. Il primo
singolo, già in onda in tutte le radio dal titolo “Il frutto che vuoi”,
è stato scritto da Alex Pani e ci mostra subito come la voglia di
spaziare nei diversi stili e generi sia grande . E’ solo un esempio di
quanto si può apprezzare ed ammirare nei restanti undici brani che
compongono l’intero album dove troviamo altri autori importanti come
Andrea Mingardi ed un ritorno tanto atteso quanto sperato: quello di
Cristiano Malgioglio. Proprio il mitico Cristiano firma da solo“Questa
vida loca” e, con Corrado Castellari, anche il brano “Carne Viva”.
Come accennato in precedenza, troviamo la gradita presenza di
Boosta dei Subsonica che scrive il brano più bello del disco,
intitolato “Non ti voglio più”, mentre “Adesso è facile” è stato
arrangiato dagli Afterhours e scritto ovviamente dal genio di Manuel
Agnelli e cantato in coppia con lui. Scorrendo la track list troviamo
una piacevole conferma : “Con o senza te” di Samuele Cerri, Mattia Gysi
e Axel Pani (nipote di Mina), un trio ben affiatato che in
Bau” aveva già dato luce al pezzo “Per poco che sia”. Non solo.
La bellissima “Volpi nei pollai” è frutto del genio di due
giovani autori esordienti come Matteo Mancini e Gianni Bindi; come pure
Luca Angelosanti e Francesco Morettini, qui autori di “Ma c’è tempo”
con Stefano Cenci (già autore nel 1998 dell’ormai classica “Brivido
felino”). Ma sono Andrea Mingardi e Maurizio Tirelli a dare il
maggiore contributo all’album con ben quattro titoli: “Ma tu mi ami
ancora”, “Non si butta via niente”, “Più del tartufo sulle uova” e
“Eccitanti conflitti confusi” - quest’ultima è già edita nell’album del
1985 dal cantautore bolognese. In sostanza, “Facile” è un disco
che racchiude in se 12 brani molto diversi tra loro ma uniti
dalla voce inconfondibile di MINA: ci imbattiamo nella cover della
canzone sudamericana (“Questa vita loca”), o nel pezzo più cool e very
british (”Con o senza te”), come anche nella torch song (”Carne viva”)
o nel pezzo ironico e anche un po’ sensuale (il singolo “Il frutto che
vuoi”, che ha lanciato l’album) o nella canzone chiaramente
cantautorale (”Ma tu mi ami ancora?”).
Tutti gli arrangiamenti sono opera di artisti di prim’ordine , quali
Franco Serafini, Nicolò Fragile, Gabriele Comeglio e Massimiliano Pani,
che si erge anche da produttore di quest’ultima fatica della cantante
cremonese. Geniale la copertina di Mauro Balletti, dove Mina è ritratta
con il tratto tipico dei disegni bambini. E c’è anche una sorpresa
finale: i brani infatti sono 13 e non 12, in quanto “Questa
vita loca” viene replicata con un arrangiamento differente in una sorta
di ghost track, inserita alla fine dell’ultimo brano del disco.
Non ci resta che invitarvi all’ascolto: non ve ne pentirete.
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