MORGAN E ITALIAN SONGBOOK: REGALO D'AUTORE
La Recensione.
Non
si smentisce mai il “Pirata Morgan”. Dall’alto della
sua vasta cultura musicale e non, ci delizia con un disco di cover di
brani d’autore italiani degli anni 5’0 e ’60, tutti
riarrangiati con sapienza e dovizia di particolari, e dove il nostro
caro songwriter monzese si esibisce soltanto alla voce, abbandonando la
poliedricità musicale ed il polistrumentismo che lo
contraddistingue da sempre.
La sua è una sorta di missione: riportare alla luce la musica
italiana di qualità, andata ormai persa e dimenticata per far
spazio alle canzonette dei giorni nostri. Mica male come idea! E lui,
come al solito, ci mette del suo proponendo brani fantastici,
impreziositi da una seconda versione, in lingua inglese, così da
attribuire a tali capolavori un universalismo che spesso manca al sound
made in Italy. A dimostrazione che quando la musica è di
qualità, la lingua che si usa non incide più di tanto.
Anzi, quando in Italia si faceva della buona musica, erano gli
stranieri a tradurre in inglese i nostri capolavori italiani. E
così Morgan, mette in luce la bellezza di brani come “Il
cielo in una stanza “ di Gino Paoli, o “Resta
cu’mme” di Domenico Modugno, che Castoldi traduce in
“Resta con me”. Ma in questo primo volume di Italian
Songbook, c’è anche spazio per “Il mio mondo”
di Umberto Bindi, o “Lontano dagli occhi” di Sergio
Endrigo, tutte da ascoltare con attenzione per la loro raffinata
bellezza. Tredici brani, di cui cinque riproposti in inglese, con la
perla di “Back home someday”, pezzo originale in inglese
cantato da Sergio Endrigo che faceva parte della colonna di un film
western degli anni ’60. Una volta ascoltato questo album, viene
naturale andare a rivedere e a ricercare quanto di speciale ed
unico ha prodotto la musica italiana, ormai quasi cinquantenni fa
e ci viene da chiedere se non sia il caso di ripartire proprio da
quegli anni per ridare luce e slancio ad un made in Italy che,
francamente, è da troppo tempo che latita per qualità ed
originalità. Ben venga, dunque, Morgan con il suo lavoro a
sfondo educativo e culturale.
Nell’Italia di oggi ne sentiamo proprio il bisogno. Speriamo che
la sua idea sia ripresa anche da altri artisti e portata avanti con
ulteriore vivacità e innovatività, e
chissà…. magari organizzando una vera e propria
manifestazione in cui si renda omaggio a questi autori italiani che
hanno caratterizzato la nostra musica tanti e tanti anni fa. Noi
intanto ci gustiamo il suo album e ci mettiamo in attesa del secondo
volume che, siamo sicuri, non ci deluderà.
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