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LA RECENSIONE MORRISSEY Years of Refusal

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Morrissey Years of refusal

Title Years of refusal TRACKLIST
Label Decca/Polydor (UK); Attack/Lost Highway (US) 1- "Something is squeezing my skull"
2- "Mama lay softly on the riverbed"
3- "Black cloud"
4- "I'm throwing my arms around Paris"
5 - "All you need is me"
6 - "When last I spoke to Carol"
7- "That's how people grow up"
8 - "One day goodbye will be farewell"
9 - "It's not your birthday anymore"
10 - "You were good in your time"
11 - "Sorry doesn't help"
12 - "I'm OK by myself"



Year 2009
Genere Alternative Rock
Recorded Los Angeles Conway studios
Authors Morrissey
Production Jerry Finn
Evaluation xxx
1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


recensione
ARRIVA IL NONO ALBUM DA SOLISTA DI MORRISSEY: YEARS OF REFUSAL

La Recensione. Torna, dopo You are the quarry, il sound inconfondibile di Morrisey. L’ex leader degli Smiths sforna un altro disco, il nono di studio della carriera solista, dopo una lunga gestazione, tanto che la maggior parte delle tracks che compongono l’album, è rimasta in un cassetto per oltre un anno, con l’eccezione di due canzoni, la classica  That’s How People Grow Up e la ruvida e diretta  All You Need Is Me, uscite già come singoli nel “Greatest Hits” del 2008. Sicuramente quello che non ha del tutto convinto Morrisey è stata proprio la produzione del disco stesso realizzata da Jerry Finn, scomparso prematuramente subito dopo la registrazione delle tracce, e questo lo ha costretto a compiere un nuovo mixaggio più consono alle sue esigenze. Years of refusal è un disco che conferma il buon stato musicale di Morrissey, molto  grintoso e diretto, e vivo fino all’ultimo secondo. Non è molto differente dalle precedenti produzioni ma se ne differenzia soprattutto per la maggior compattezza e  immediatezza. Infatti, si può definire come una raccolta di brani dal piglio deciso e dal ritmo veloce che, pur priva dei picchi e delle vette raggiunte nei due precedenti lavori, con pezzi come Let Me Kiss You, Life’s A Pigsty o Dear God, Please Help Me, non presenta nemmeno brani insignificanti o di riempimento. Del resto, per un’icona rock-mod
 come lui è impossibile fallire proprio nel suo giardino di casa, che conosce alla perfezione. E così sfruttando la sua unica ed inconfondibile voce, si destreggia in liriche interessanti e mai banali, con spunti a volte anche sarcastici.

Il  primo singolo estratto dal disco è  "I’m Throwing My Arms Around Paris",  un classico pezzo Morrisseyano, caratterizzata dalla splendido suono della tromba di Mark Isham, mentre l’apertura dell’album è affidata a tre brani decisi e diretti come "Something Is Squeezing My Skull", "Mama Lay Softly On The Riverbed" e "Black Cloud", con quest’ultima impreziosita dalla chitarra di Jeff Beck. E’ un antipasto a quello che verrà dopo, un mix di rock ritmico dove l’impronta della chitarra è marcato e dove la ritrovata freschezza di Morrissey torna a fare  da catalizzatore ed a indicare la via da seguire. E non è affatto un caso che il climax dell’album sia racchiuso nella seconda parte della tracklist,  dove l’esuberanza e la ruvidezza si amalgamano con il talento di un artista inimitabile. E così, troviamo i due singoli I’m Throwing My Arms Around Paris e All You Need Is Me  insieme a brani passionali e intimi come It’s Not Your Birthday Anymore e You Were Good In Your Time, una ballad iniziale con finale a sorpresa, duro ed espressivo. La chiusura è  magnifica ed è affidata ad un pezzo come   
I'm OK by myself,  che ci resistuisce un Morrisey in grande forma.





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