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ARRIVA IL NONO ALBUM DA SOLISTA DI MORRISSEY: YEARS OF REFUSAL
La Recensione. Torna, dopo You are the quarry, il sound inconfondibile di Morrisey. L’ex
leader degli Smiths sforna un altro disco, il nono di studio della
carriera solista, dopo una lunga gestazione, tanto che la maggior parte delle
tracks che compongono l’album, è rimasta in un cassetto per oltre un anno, con
l’eccezione di due canzoni, la classica That’s How People Grow Up e la ruvida e
diretta All You Need Is Me, uscite già come singoli nel “Greatest Hits” del
2008. Sicuramente quello che non ha del tutto convinto Morrisey è stata proprio
la produzione del disco stesso realizzata da Jerry Finn, scomparso
prematuramente subito dopo la registrazione delle tracce, e questo lo ha costretto
a compiere un nuovo mixaggio più consono alle sue esigenze. Years of refusal è un disco che conferma
il buon stato musicale di Morrissey, molto
grintoso e diretto, e vivo fino all’ultimo secondo. Non è molto
differente dalle precedenti produzioni ma se ne differenzia soprattutto per la
maggior compattezza e immediatezza. Infatti, si può definire come una
raccolta di brani dal piglio deciso e dal ritmo veloce che, pur priva dei
picchi e delle vette raggiunte nei due precedenti lavori, con pezzi come Let Me Kiss You, Life’s A Pigsty o Dear God,
Please Help Me, non presenta nemmeno brani insignificanti o di riempimento.
Del resto, per un’icona rock-mod
come lui è impossibile fallire proprio
nel suo giardino di casa, che conosce alla perfezione. E così sfruttando la sua
unica ed inconfondibile voce, si destreggia in liriche interessanti e mai
banali, con spunti a volte anche sarcastici.
Il primo singolo estratto dal disco è "I’m
Throwing My Arms Around Paris", un classico pezzo Morrisseyano,
caratterizzata dalla splendido suono della tromba di Mark Isham, mentre
l’apertura dell’album è affidata a tre brani decisi e diretti come "Something Is Squeezing My Skull",
"Mama Lay Softly On The Riverbed"
e "Black Cloud", con
quest’ultima impreziosita dalla chitarra di Jeff Beck. E’ un antipasto a quello
che verrà dopo, un mix di rock ritmico dove l’impronta della chitarra è marcato
e dove la ritrovata freschezza di Morrissey torna a fare da catalizzatore ed a indicare la via da
seguire. E non è affatto un caso che il climax dell’album sia
racchiuso nella seconda parte della tracklist,
dove l’esuberanza e la ruvidezza si amalgamano con il talento di un
artista inimitabile. E così, troviamo i due singoli I’m Throwing My Arms Around Paris e All You Need Is Me insieme a brani passionali e intimi come It’s Not Your Birthday Anymore e You Were Good In Your Time, una ballad
iniziale con finale a sorpresa, duro ed espressivo. La chiusura è magnifica ed è affidata ad un pezzo come
I'm OK by myself, che ci resistuisce un Morrisey in grande
forma.
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