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Paul
Weller nasce a Woking, Surrey, in Inghilterra il 25 maggio 1958. A
soli quindici anni fonda una prima versione dei Jam (un
gruppo che influenzerà notevolmente i successivi Smiths e i
più recenti Oasis) con Steve Brooks, Neil Harris e Dave Waller.
Nel 1977 il gruppo, rimodellato come trio dopo l’ingresso di
Bruce Foxton (basso) e Rick Buckler (batteria) a fianco del leader,
firma con la Polydor e pubblica l’album IN THE CITY. La band si
impone in piena era punk suonando al 100 Club di Londra ed entra nei
Top 40 in Inghilterra. THIS IS THE MODERN WORLD, uscito lo stesso anno,
è stroncato dalla critica e ignorato dal pubblico, ma nel 1978
il gruppo esplode con ALL MOD CONS, considerato dalla stampa inglese
uno dei migliori dischi del decennio. La conferma arriva l’anno
seguente con SETTING SONS, contenente il singolo “Eton
rifles”, giunto al n. 3 in classifica.
E’ questo il periodo in cui la fama dei Jam è
all’apice e Paul Weller diviene il “leader di una
generazione” e del movimento mod revival: nel marzo del 1980 il
45 giri “Going underground” balza in vetta alle classifiche
inglesi, imitato in agosto da “Start!”. All’album che
contiene quest’ultimo, SOUND AFFECTS (1980), seguono THE e DIG
THE NEW BREED, disco live e testamento musicale del gruppo. Il 1983
coincide con il cambiamento di Paul Weller. Difatti
“The ModFaher” forma, con Mick Talbot, gli Style
Council, gruppo “new cool” con cui pubblica uno splendido
EP , INTRODUCING THE STYLE COUNCIL e cinque album , prima di
sciogliersi nel 1990, a causa delle difficoltà incontrate
nel trovare un nuovo contratto discografico: CAFE’ BLEU,
probabilmente il migliore, OUR FAVOURITE SHOP, HOME AND ABROAD, THE
COST OF LOVING, CONFESSIONS OF A POP GROUP.
Nel 1991, con Paul Francis (basso), Max Beesley (tastiere), Jacko Peake
(sax), Joe Becket (percussioni), Damon Brown (tromba), Chris Lawrence
(trombone) e Steve White (batteria) nasce il Paul Weller Movement, una
live band dedita ai classici del rhythm and blues. Il 1992 segna
l’inizio della carriera solista di Paul Weller e proseguita con
grande successo in patria, dove i suoi dischi tornano in cima
alle chart e alle preferenze di giovani autori come Noel Gallagher
degli Oasis. In quell’anno debutta con l’eponimo
“Paul Weller” che riceve buone recensioni e raggiunge
l’ottava posizione nella classifica inglese. L’album
successivo, “Wild Wood” del 1993 verrà presentato al
pubblico con una lunga tournée che porterà al progetto
“Live Wood”. Nel 1995 Weller pubblica “Stanley
Road”, il suo più grande successo dai tempi dei Jam e best
seller con quasi un milione di copie vendute in Inghilterra. Seguiranno
altri tre album - “Heavy Soul” del 1997,
“Heliocentric” del 2000 e “Illumination” del
2002, una raccolta "Modern Classics: Greatest Hits” (1998), il
live "Days of Speed” (2001) e il progetto di cover "Studio
150” (2004). Nell’ottobre 2005 esce il fantastico album AS
IS NOW. Nel febbraio del 2006 riceve il Brit Award alla carriera,
prima di iniziare la realizzazione della sua ultima fatica,
22 DREAMS, disco uscito nel 2008, che ci restituisce un Paul Weller al
massimo della forma. Gli anni passano ma lui sembra non invecchiare mai.
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