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PAUL WELLER
DISCOGRAPHY
Voice Paul Weller JAM
1977 In The City - 1977 This Is Modern World - 1978 All Mod Cons  - 1979 Setting Sons - 1980 Sound Affects - 1981 Beat Surrender - 1981 The Gift - 1982 Dig The New Breed
STYLE COUNCIL
1983 Introducing The Style Council - 1984 Café Bleu - 1985 Our Favourite Shop - 1986 Home And Abroad - 1987 The Cost Of Loving - 1988 Confessions Of A Pop Group - 1989 The Singular Adventures Of The Style Council)
PAUL WELLER
1992 Paul Weller - 1994 Wild Wood - 1994 Live  Wood - 1995 Stanley Road - 1997 Heavy Soul -
1998 Modern Classics (The Greatest Hits ) - 2000 Heliocentric - 2001 Days Of Speed - 2003 Illumination - 2004 Studio 150 - 2005 As is now - 2006 Catch - Flame! - 2008 22 Dreams
Guitar
Keyboards
Drums
Bass




1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


Paul Weller nasce a Woking, Surrey, in Inghilterra il 25 maggio 1958. A soli quindici anni  fonda una prima versione dei Jam (un gruppo che influenzerà notevolmente i successivi Smiths e i più recenti Oasis) con Steve Brooks, Neil Harris e Dave Waller. Nel 1977 il gruppo, rimodellato come trio dopo l’ingresso di Bruce Foxton (basso) e Rick Buckler (batteria) a fianco del leader, firma con la Polydor e pubblica l’album IN THE CITY. La band si impone in piena era punk suonando al 100 Club di Londra ed entra nei Top 40 in Inghilterra. THIS IS THE MODERN WORLD, uscito lo stesso anno, è stroncato dalla critica e ignorato dal pubblico, ma nel 1978 il gruppo esplode con ALL MOD CONS, considerato dalla stampa inglese uno dei migliori dischi del decennio. La conferma arriva l’anno seguente con SETTING SONS, contenente il singolo “Eton rifles”, giunto al n. 3 in classifica.
E’ questo il periodo in cui la fama dei Jam è  all’apice e Paul Weller diviene  il “leader di una generazione” e del movimento mod revival: nel marzo del 1980 il 45 giri “Going underground” balza in vetta alle classifiche inglesi, imitato in agosto da “Start!”. All’album che contiene quest’ultimo, SOUND AFFECTS (1980), seguono THE e DIG THE NEW BREED, disco live e testamento musicale del gruppo. Il 1983 coincide con il cambiamento di  Paul Weller. Difatti  “The ModFaher”  forma, con Mick Talbot, gli Style Council, gruppo “new cool” con cui pubblica uno splendido EP , INTRODUCING THE STYLE COUNCIL e cinque album ,  prima di sciogliersi nel 1990, a causa delle difficoltà  incontrate nel trovare un nuovo contratto discografico: CAFE’ BLEU, probabilmente il migliore, OUR FAVOURITE SHOP, HOME AND ABROAD, THE COST OF LOVING, CONFESSIONS OF A POP GROUP.
Nel 1991, con Paul Francis (basso), Max Beesley (tastiere), Jacko Peake (sax), Joe Becket (percussioni), Damon Brown (tromba), Chris Lawrence (trombone) e Steve White (batteria) nasce il Paul Weller Movement, una live band dedita ai classici del rhythm and blues. Il 1992 segna l’inizio della carriera solista di Paul Weller e proseguita con grande successo in patria, dove i suoi  dischi tornano in cima alle chart e alle preferenze di giovani autori come Noel Gallagher degli Oasis. In quell’anno debutta con l’eponimo “Paul Weller” che riceve buone recensioni e raggiunge l’ottava posizione nella classifica inglese. L’album successivo, “Wild Wood” del 1993 verrà presentato al pubblico con una lunga tournée che porterà al progetto “Live Wood”. Nel 1995 Weller pubblica “Stanley Road”, il suo più grande successo dai tempi dei Jam e best seller con quasi un milione di copie vendute in Inghilterra. Seguiranno altri tre album - “Heavy Soul” del 1997, “Heliocentric” del 2000 e “Illumination” del 2002, una raccolta "Modern Classics: Greatest Hits” (1998), il live "Days of Speed” (2001) e il progetto di cover "Studio 150” (2004). Nell’ottobre 2005 esce il fantastico album AS IS NOW. Nel febbraio del 2006 riceve il Brit Award alla carriera,  prima di iniziare la realizzazione della sua ultima  fatica,  22 DREAMS, disco uscito nel 2008, che ci restituisce un Paul Weller al massimo della forma. Gli anni passano ma lui sembra non invecchiare mai.





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