Chi Siamo | ContattiLavora con noi
Ascoltaci in diretta: scegli il player
on air


Web Radio & Magazine: musica 24h, podcast, biografie artisti e rockband, recensioni dischi, libri, film






BUTTERFLY LIBRARY
La grande enciclopedia della musica
Archivio biografie e recensioni
TRENTATREGIRI
I dischi più belli raccontati da noi
Recensioni e prossime uscite
CONCERTI ED EVENTI
Preziosa guida per animali da palco 
Recensioni e prossime date
LO SAPEVI CHE...
Curiosiamo nel jet set musicale!
Gossip e approfondimenti

Placebo - Battle for the sun

Title Battle For The Sun TRACKLIST
Label Play It Again Sam “Kitty Litter”
“Ashtray Heart”
“Battle for the Sun” 
“For What It's Worth”
“Devil in the Details”
“Bright Lights”
“Speak in Tongues”
“The Never-Ending Why”
“Julien”
“Happy You’re Gone”
“Breathe Underwater”
“Come Undone”
“Kings of Medicine”

Year 2009
Genere Alternative Rock
Recorded Metalworks Studios (Toronto)
Authors Placebo
Production David Bottrill
Evaluation xxx
1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


BATTAGLIA VINTA PER  MOLKO & C.

Sesto album in studio per una delle band più controverse del rock alternativo britannico. Qualcuno pensava che i Placebo avessero intrapreso la strada che li avrebbe portati anzitempo sul viale del tramonto, ed il cambio del batterista d’altronde non sembrava deporre a loro favore. Per fortuna i Placebo sono usciti con “Battle For The Sun”, smentendo in men che non si dica tutti i detrattori, pubblicando un album lucido che non ammette cali di tensione pur non essendo un capolavoro. In Battle for the Sun, la band usa strumenti mai usati precedentemente, come le trombe o i sassofoni e si nota  per la composizione di quest'album l’influenza di  musicisti come PJ Harvey e la band My Bloody Valentine. D’altronde già il primo singolo “Battle For the Sun” faceva ben sperare, una chitarra sincopata sorretta dai ritmi del tatuato Steve Forrest e la voce limpida di Molko, con un ritornello corale sorretto da violini e tastiere. L’inizio in ogni caso è travolgente, con la penetrante traccia d’apertura “Kitty Litter” e la potente “Ashtray Heart” con i suoi cori e il suo riff di tastiera che si impianta direttamente in testa, diventando forse un po’ monotona. Dopo la già citata title-track compare il secondo singolo “For What It’s Worth”, con un basso prepotente che si impossessa della scena mentre Molko canta di disperazione e solitudine  “No one cares when you’re out on the street…No one cares when you’re down in the gutter got no friends got no lover”. Certo non mancano anche delle piccole delusioni per gli ascoltatori. “Julien” ha un arrangiamento sulla falsa riga delle band emo -pop adolescenziali, e forse sono proprio i giovani rockettari a poter apprezzare maggiormente questo ultimo lavoro del trio guidato da Molko, anche perché i veri Placebo sono ben altra cosa. La vera linfa vitale dei Placebo non è comunque morta ed infatti  in “Bright Lights”, caratterizzata da una  andatura languida nonostante le chitarre graffianti ed il ritmo incalzante, ed  in “Speak in Tongues”,  una  ballad che ricorda le migliori scritte da Molko nei primi anni di attività, ritroviamo la band che ci ha fatto sognare nei dischi precedenti. Molto in stile pop “Kings of medicine" a differenza di “Happy you're gone” che segue la linea tracciata da “Speak in Tongues” In sostanza, è stato difficile sforzarsi di mantenere in vita l’immagine del gruppo trasgressivo e brillante degli esordi. I Placebo con questo ultimo lavoro si trovano ad un bivio: incanalare la loro energia oscura in brani maturi, che mantengano intatta la tempra e lo spirito degli esordi, oppure tentare di reinventarsi come l’ennesimo gruppo dal rock facile e dal look vincente, senza troppe complicazioni. Nel primo caso troveranno i favori dei fans a loro più legati. Altrimenti ci saranno sempre folte schiere di giovani ad accoglierli tra le loro braccia.





SitemapPubblicità su Butterfly Network