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RECENSIONE CONCERTO U2 Red Rocks

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Artist U2 TRACKLIST
Concert Red Rocks “Out Of Control”
“Twilight”
“An Cat Dubh/Into The Heart”
“Surrender”
“Two Hearts Beat As One”
“Seconds”
“Sunday Bloody Sunday”
“Cry/Electric Co.”
“October”
“New Year’s Day”
“I Threw A Brick through a window”
“A Day Without Me”
“Gloria”
“Party Girl”
“11 O'clock Tick Tock”
“I Will Follow”
“40”
The Biography
Place Red Rocks Amphiteatre, Denver, Colorado (U.S.A)
Date 5 Giugno 1983
DVD Uscita 2008




1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


PER CHI AMA GLI U2

Nessun palco mastodontico può competere con la spettacolare scenografia naturale del Red Rocks Amphiteatre di Denver (Colorado), luogo che ha ospitato uno dei concerti più significativi di una band che ha scritto una pagina indelebile della storia del rock. Uno show che ha segnato il passaggio degli U2 da band promettente a band di culto, grazie a una performance indimenticabile caratterizzata da una emozione dietro l’altra. Il concerto fa parte del lungo cammino iniziato dopo l’album War, il lavoro che ha proiettato il gruppo di Dublino tra le più grandi realtà del panorama internazionale grazie a brani senza tempo come “Sunday Bloody Sunday”, “New Year’s Day” e “40”, giusto per citare i più celebri. Ed è proprio nella suggestiva arena di Red Rocks che i brani di War, carichi di rabbia ma nello stesso tempo colmi di speranza, trovano la loro superficie ideale, sotto la luminosità delle fiaccole piazzate tra le rocce del Colorado.
I quattro sul palco sono poco più che ragazzi, fanno dell’irruenza e non della tecnica il loro punto di forza, lasciando trasparire quella genuinità che solo dei ventenni possono avere. Larry Mullen Jr. picchia come un dannato sulla batteria e detta i tempi come un veterano sulla marcia di “Sunday Bloody Sunday”  che il carismatico Bono annuncia con le seguenti parole “This Song is not a rebel song…this Song is Sunday Bloody Sunday”, facendo vibrare la platea, che assisterà ad una versione stratosferica di uno dei brani cardine degli U2 e del rock, che sembra direttamente uscito dalle fiamme dell’inferno. Ed è proprio sulle note della “maledetta domenica” che il concerto tocca il suo apice, con il leader scatenato che sventola una bandiera bianca tra il pubblico intonando le parole “No More, No More”, con una voce sofferta che ricorda le vittime dell’attentato di Derry e chiede disperatamente la pace per un Irlanda sempre lacerata da profonde divisioni. E il desiderio di unità echeggia anche nell’epica “New Year’s Day” dove un ancora sbarbato The Edge, dopo aver “rubato” il microfono a Bono in “Seconds”, si destreggia come un veterano tra il piano e la slide guitar.
Le emozioni però non vengono solo dai brani di War, ma anche da canzoni dei primi due album come la potente “Out Of Control” (primo singolo della band in assoluto) o la malinconica “October”, senza tralasciare le fantastiche b-side (e che b-side ci viene da dire!) “Party Girl” e “11 O’clock Tick Tock”. Ed è impossibile dimenticare la stravolgente “Gloria”, che è stata traccia d’apertura del secondo disco e del mini cd live “Under a Blood Red Sky” (che raccoglieva proprio il meglio del “War Tour”), dove il riccioluto Clayton “strapazza” a furia di slap il suo basso.
Di sicuro c’è chi preferirà gli U2 nella loro veste più matura, nel periodo di “The Joshua Tree Tour” o in quello iper-tecnologico dello “Zoo Tv Tour” ma è certo che gli irlandesi non sarebbero mai diventati grandi dal vivo senza aver trovato la consacrazione  in questa serie di concerti mozzafiato, di cui Red Rocks rimane il simbolo per eccellenza, nei quali la band ha iniziato ad ipnotizzare le folle di tutto il mondo grazie al suo particolare magnetismo che ha contribuito a diffondere con rapidità in tutto il globo la propria leggenda.





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