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Title Accelerate TRACKLIST
Label Warner 01 - Living well is the best revenge
02 - Mansized Wreath
03 - Supernatural Superserious
04 - Hollow man
05 - Houston
06 - Accelerate
07 - Until the day is done
08 - Mr. Richards
09 - Sing for the submarine
10 - Horse to water
11 - I'm gonna DJ

Year 2008
Genere Rock
Recorded Vancouver, Dublin
Authors Buck, Mills, Stipe
Production Jacknife Lee & R.E.M.
Evaluation xxxxx
1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road



La parola d’ordine era dimenticare la prova opaca di “Around The Sun” che a molti aveva fatto storcere il naso e questa volta i R.E.M. non hanno deluso i propri fan regalando loro quel disco carico di adrenalina che avevano annunciato. In soli 34 minuti la band Georgiana ha rispolverato le chitarre ruvide degli esordi che, assieme all’inimitabile voce di Stipe e al basso sempre puntuale di Mills, rappresentano gli ingredienti principali dell’anima squisitamente rock di “Accelerate”.

L’inizio è incoraggiante con il riff di “Living Well is the Best Revenge”, una traccia perfetta per aprire le danze e che rispecchia in pieno lo spirito viscerale dell’album. Il primo singolo estratto “Supernatural Superserious” spazza via tutte le incertezze e conferma la ritrovata vena artistica del gruppo che, dopo quasi trent’anni di onorata carriera, dimostra di saper ancora coinvolgere sin dal primo ascolto. “Hollow Man”, l’episodio migliore dell’intero lavoro, è una vera e propria gemma che colpisce dritta al cuore con un ritornello che entra subito in testa e chiede di essere cantato a squarciagola.

Anche quando i toni diventano più pacati Accelerate non delude ed ecco spuntare fuori una splendida ballata come “Until the day is done” o le atmosfere psichedeliche di “Sing for the Submarine” che combaciano perfettamente, proprio come dei pezzi di un puzzle, con le altre tracce del disco. E per chi avesse nostalgia del lato più impegnato dei R.E.M., verrà ripagato dalla breve e folkeggiante “Houston” che suona come un masso scagliato contro il governo americano.

Insomma, anche se alla vigilia in pochi avrebbero scommesso su una resurrezione della formazione di Athens, a conti fatti non ci sono dubbi che ci si trovi di fronte all’ennesimo grande album dei R.E.M. Gli anni sembrano aver giocato a favore del trio (ormai da 10 anni orfano del batterista storico Berry) che, dopo diversi lavori caratterizzati da un sound più pacato, ha messo in campo l’esperienza e la voglia di rimettersi in gioco partorendo undici brani che racchiudono l’essenza di decenni di carriera. E’ ovviamente impossibile paragonare questa ottima prova del gruppo con altri capolavori del passato ma è altrettanto vero che una band capace di sfornare nel 2008 un album così carico e coinvolgente non può assolutamente permettersi di andare in pensione.




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