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RECENSIONE STARSAILOR All The Plans

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Starsailor All the plans

Title All the Plans TRACKLIST
Label Virgin Records, EMI 01 - Tell Me It's Not Over
02 - Boy In Waiting
03 - The Thames
04 - All The Plans
05 - Neon Sky
06 - You Never Get What You Deserve
07 - Hurts Too Much
08 - Stars And Stripes
09 - Change My Mind
10 - Listen Up
11 - Safe At Home
Year 2009
Genere Alternative Rock
Recorded 2007-2008
Authors Starsailor
Production Steve Osborne
Evaluation xxx

1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


NUOVE EMOZIONI DALLA BAND DI JAMES WALSH

La Recensione.

Torna, dopo quattro anni di silenzio, la band di Wigan capitanata da James Walsh. Dopo la prova opaca di On The Outside, dove gli Starsailor hanno provato a dare una svolta al loro sound cercando di fare propria la ruvidità degli U2 di War, i ragazzi che ci avevano sorpreso con brani malinconici  come Fever o quelli più energici come Good Souls e Silence is Easy, sono tornati con undici tracce ben confezionate, dove si respirano in parte le melodie degli esordi su cui svetta come al solito la perfetta voce di James, vero marchio di fabbrica del gruppo.

L’album si apre con Tell me it’s not over, perfetto come primo singolo, dove l’immancabile piano detta i tempi per una canzone d’amore movimentata. Subito dopo arriva il momento dell’acustica Boy in Waiting, un buon esempio di come la vena compositiva del gruppo non si sia inaridita, anche se da loro sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più. Dopo l’intrigante The Thames, che sembra uscita dalla colonna sonora di un film di Quentin Tarantino, è il turno della title-track All the Plans, che si apre con un intro molto Oasis per poi continuare sul tipico sound brit che gli Starsailor hanno imparato a far loro, sempre con la voce di Walsh sempre in primo piano a disegnare traiettorie malinconiche e suggestive. Che la band sia in buona forma lo si evince anche dalla raffinatezza di Neon Sky e You never Get What you deserve, due ballad molto incisive capaci di racchiudere la loro essenza musicale, che ritrova tutta la sua carica espressiva quando si muove sul terreno a sé più congeniale. Successivamente arriva Hurts Too Much, un brano che si avvicina alle atmosfere del primo album Love is Here, mentre in Stars and Stripes il gruppo cambia le carte in tavola proponendo una soluzione più cupa. Change my mind invece è una canzone melodica che non lascia il segno mentre Listen Up, caratterizzata da un ritmo incisivo sulla falsa riga di Silence is Easy, mostra il lato più sperimentale della band. Sulle profonde note di basso si stende Safe at home, una ballad senza troppe pretese che chiude l’album.

Chi ha amato i primi Starsailor apprezzerà certamente All the plans, un disco onesto in cui gli Starsailor sono tornati a fare quello che più gli si addice, mettendo in cantina i tentativi velleitari di proporsi come gli U2 del ventunesimo secolo. Anche se la genuinità dei primi due album è ancora lontana, non si può fare a meno di apprezzare il lavoro di un gruppo che sta cercando di trovare strade alternative al proprio sound. Adesso che la nuova rotta è stata tracciata però, la band deve continuare su questo filone cercando di evitare ulteriori cadute che potrebbero compromettere la loro carriera.




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