Chi Siamo | ContattiLavora con noi
Ascoltaci in diretta: scegli il player
on air

Web Radio & Magazine: musica 24h, podcast, biografie artisti e rockband, recensioni dischi, libri, film






BUTTERFLY LIBRARY
La grande enciclopedia della musica
Archivio biografie e recensioni
TRENTATREGIRI
I dischi più belli raccontati da noi
Recensioni e prossime uscite
CONCERTI ED EVENTI
Preziosa guida per animali da palco 
Recensioni e prossime date
LO SAPEVI CHE...
Curiosiamo nel jet set musicale!
Gossip e approfondimenti


Title Decade in the sun TRACKLIST
Label V2 “Dakota”
“The Bartender and the Thief”
“Just Looking”
“Have a Nice Day”
“Local Boy in the Photograph”
“Maybe Tomorrow”
“Superman”
“Pick a Part That's New”
“My Own Worst Enemy”
“I Wouldn't Believe Your Radio”
“You're My Star”
“Mr. Writer”
“Step on My Old Size Nines”
“Devil”
“It Means Nothing”
“A Thousand Trees”
“Vegas Two Times”
“Traffic”
“More Life in a Tramps Vest”
“Handbags and Gladrags”
Year 2008
Genere Rock
Recorded
Authors Stereophonics
Production Kelly Jones, Jim Lowe
Evaluation xxxx
1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


A volte, le presentazioni non servono. A volte, basterebbe solamente sentire qualche canzone o vedere le statistiche sulle vendite per capire con chi si ha a che fare. A volte, basta pronunciare il nome Stereophonics per far sobbalzare dalla sedia centinaia di migliaia di persone.
Dopo dieci anni di onorata e gloriosa carriera, Kelly Jones e compagni pubblicano il loro personale Best Of, “Decade in the Sun”, dove possiamo ripercorrere i grandi successi della band e non solo. La vena creativa di Jones, infatti, non si è fatta attendere ed ha sfornato anche due inediti che sono stati inseriti nel disco, giusto per dare quel tocco in più.
Al primo impatto, l’occhio và subito alla track list: le hits della band gallese sono state davvero tante e le 20 canzoni contenute ne sono una testimonianza.
Basti pensare che, negli anni, gli Stereophonics hanno pubblicato sei album, cinque dei quali hanno raggiunto il vertice delle classifiche britanniche. Non male per una band che ha dovuto cambiare la propria formazione originale, quando Stuart Cable, dovette abbandonare il gruppo (per divergenze con gli altri due componenti) in favore del batterista attuale, Javier Weyler. E’ proprio vero: cambiando i fattori, il risultato non cambia. Il disco parte con la stilosa “Dakota”, singolo di successo di “Language. Sex. Violence. Other?.”, per poi continuare con il rock sempre più incessante di “The bartender and the thief”. I ricordi si fanno sempre più vivi quando ci imbattiamo in “Just looking” e le emozioni salgono gradualmente con la hit che tutti conoscono, “Have a nice Day”, ed il  brano che li portò alla consacrazione in tutta Europa, ovvero “Local boy in the photograph”, che troviamo nel loro lavoro di debutto, “Words gets Around”.
E così, tra una “Maybe Tomorrow” ed una “Pick a part that’s new”, ci imbattiamo nel primo inedito, “My own worst enemy”, nel quale ci sembra di ritrovare gli Stereophonics prima maniera, tutto rock e pochi altri fronzoli: la band di Cwmaman non si smentisce e ci regala un pezzo davvero ben realizzato. Ma le sorprese, come potete immaginare, non finiscono qui. La traccia numero 11, infatti, è “You’re my star”, il secondo inedito del disco. Scelto da Kelly come il brano portante dell’album, possiamo ammirarne anche un bel video, dove appare anche il nuovo chitarrista Glen Titley. La canzone, verrebbe da dire, potrebbe essere considerata un incrocio tra “Maybe tomorrow” e “It means nothing”: insomma, una di quelle che fa letteralmente innamorare i fans della band gallese.
Andando avanti, ci perdiamo tra il ritmo ammaliatore di “Mr. Writer”, la spregiudicatezza di “Devil”, l’armoniosità di “Traffic” e la dolcezza di “Handbags and gladrags”.
La band che ha conquistato mezzo mondo con il suo stile mai scontato, è giunta alla sua meritata laurea. Gli esami a cui è stata sottoposta nel corso degli anni, sono stati superati a pieni voti e, qualche intoppo durante questo percorso, è stato agevolmente superato. La gioia e la voglia di fare musica, è il marchio di fabbrica di questi Stereophonics. Kelly Jones (a nostro parere uno dei più grandi song writer contemporanei) ha saputo dirigere il tutto con la giusta maestria, riuscendo a non essere mai ripetitivo e banale. E credetemi, in dieci anni il compito non è stato per niente agevole!
E così, ”Decade in the Sun”, nonostante sia uscito in un periodo nel quale parecchi artisti hanno pubblicato i propri lavori inediti, si piazza, nella prima settimana, al n. 2 delle classifiche di vendite in UK. La tesi è superata. Ora, non ci resta che attendere gli Stereophonics a nuove avventure. Perché si sa: gli esami non finiscono mai…

Alessandro Setaro




SitemapPubblicità su Butterfly Network