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SUPERGRASS: RITORNO IN GRANDE STILE
Sono finalmente tornati. I Supergrass sfornano il loro settimo
album studio senza tradire la loro vena british che li ha
contraddistinti in una lunga ed onorata carriera. A dirla tutta, Gaz
Coombes e soci rimangono ancora un fenomeno tutto da spiegare.
Già , perché alla luce del successo che hanno avuto altri
gruppi della sfera rock inglese , loro sono rimasti , per così
dire, degli eterni incompiuti. Ovviamente se ci limitiamo a considerare
i semplici numeri delle vendite discografiche o l’audience dei
loro concerti. Questo non importa ovviamente a noi, che sappiamo
apprezzare la musica al di là dei freddi calcoli statistici
delle copie vendute. Anche perché gli stessi Coldplay, a dir la
verità, devono ancora giustificare con un disco che passi
effettivamente alla storia , i 50 milioni di copie vendute finora
in carriera. I Supergrass, incuranti dell’effimero successo
mediatico , hanno sempre puntato sulla qualità della loro
musica, ed anche stavolta non si sono smentiti. Dal punto di vista
delle ritmiche non sono secondi a nessuno e questo risulta evidente nel
pezzo che apre il disco e che dà il nome all’album,
“Diamond Hoo Ha”. Un vero capolavoro dal sound poco curato
e molto garage , che dimostra come in Gran Bretagna ci sia ancora
chi sia in grado di fare vero rock e non solo brit-pop ( chi vuol
capire capisca…). E che dire di “Bad Blood”, primo
singolo del disco ? Altro pezzo di grande portata in pieno stile
Supergrass dei primi tempi e non di quelli più maturi e dai
suoni più accurati di “Road to Rouen”. Molto bella
anche “Rebel in You”, che ricalca la raffinatezza del
mitico Paul Weller, il decano del rock made in Uk. Sicuramente risulta
meno entusiasmante “When I Needed You”, mentre
“345” con le sue reminescenze anni 60-70 ci riporta
indietro negli anni. Successivamente ci imbattiamo in “Return Of
Ispiration”, splendida composizione caratterizzata da un
inconfondibile sax in stile floydiano, prima di trovare
“Rough Knuckles” e la dylaniana “Ghost Od A
Friend”, tutta da ascoltare. Il terzetto finale è
composto, soprattutto, dalla psichedelica e stravolgente
“Whiskey & Green Tea”, che ci porta a viaggiare
tra assoli di sax stralunati, musiche cinesi e fanfare bandistiche. La
successiva ”Outside” fa da preludio a
“Butterfly”, pezzo finale che ricalca il sound
inconfondibile del mitico Bowie. Dunque un gran bel lavoro da parte di
Gaz e compagni, che ci riconsegna i nostri cari vecchi Supergrass
dalle musiche incisive e divertenti nel loro pieno stile rock…
Gabriele Canari
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