GLI U2 A
BERLINO ACCOLTI COME CAMPIONI DEL MONDO
Chi crede che il
popolo tedesco, da sempre ritenuto ordinato e freddo, sia incapace di
scatenarsi allora vuol dire che non è mai stato ad un concerto in
Germania. E’ in queste occasioni che il pubblico si trasforma
completamente, regalando quel calore che salvo altri avvenimenti (ad
esempio quelli calcistici) stenta ad esprimere con tanto vigore. In una
cornice suggestiva come quella dell’Olympiastadion, lo stesso stadio
dove gli azzurri di Lippi si sono laureati campioni del mondo nel 2006,
gli U2 hanno elettrizzato la platea con due ore di concerto memorabili,
grazie alla scenografia a 360° ed un repertorio che si è mosso
continuamente tra nuovi e vecchi successi.
Gli irlandesi, come consuetudine di questo tour, sfoderano subito il
poker tratto da “No Line On the Horizon” con “Breathe”, “No Line on The
Horizon”, “Get on Your Boots”, “Magnificient”, che serve per placare la
sete di un pubblico già in visibilio dalle prime note uscite dai
potenti amplificatori. Dopo l’immensa “Beautiful Day”, accompagnata da
un boato e seguita da uno scorcio del classico “Here Comes the Sun”, è
il turno di una energica “Mysterious Ways”, tratta dall’album
capolavoro (“The Joshua Tree” permettendo) “Achtung Baby” (1991) che ha
segnato il nuovo corso della band; un lavoro che è stato concepito e
realizzato in una Berlino completamente rinnovata dopo la caduta del
muro e per questo fonte inesauribile di ispirazione.
Dopo i classici “I Still haven’t found What I’m Looking For” ed “Angel
Of Harlem”, arriva la sorpresa della serata, una vera gemma preziosa
che colpisce dritta al cuore: Stay (faraway, so close) per la prima
volta eseguita nel tour U2360. La scelta non è casuale, dato che il
brano estratto da “Zooropa” è stato scritto da Bono per la colonna
sonora del film “Così lontano, Così vicino”, sequel de “Il cielo sopra
Berlino”, girato dal regista tedesco Wim Wenders; un motivo in più per
i 70.000 dell’Olympiastadion di intonare i versi “With satelite
television you can go anywhere Miami, New Orleans, London, Belfast and
Berlin”.
Le emozioni proseguono per tutto il resto del concerto e diventano
sempre più forti quando la band suona i pezzi forti del suo repertorio
come “Sunday Bloody Sunday”, “Pride”, “Where the Streets Have no Name”,
“One”, brani che in un concerto degli U2 non possono proprio mancare.
Una scaletta che forse sarebbe stata perfetta con l’aggiunta di “Bad” e
“New Year’s Day”, magari a discapito di “I’ll go Crazy if I Don’t go
Crazy Tonight”, che non capiamo come mai sia stato scelto come terzo
singolo di NLOTH.
Il sipario si chiude sulle vibranti note di “Ultra Violet (light my
way), “With or Without You” e “Moment of Surrender”, ponendo fine ad
una serata di vera musica e passione tra una band intramontabile ed una
città che gli ha sempre riservato un’accoglienza speciale;
un’accoglienza degna dei campioni del mondo del Rock.
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