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RECENSIONE CONCERTO U2
U2360 - Milano

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U2 live Milano San Siro

Title U2360 TRACKLIST
Artist U2 Scaletta 7 luglio: 1 - Breathe 2 - No Line On The Horizon 3 - Get On Your Boots 4 - Magnificent 5 - Beautiful Day 6 - I Still Haven’t Found What I’m Looking For (Stand By Me) 7 – Angel Of Harlem (Man In the Mirror/Don’t Stop ‘Til you get enough) 8 - Party Girl (Happy Birthday)  9 - In a Little While 10 - Unknown Caller 11 – The Unforgettable Fire 12 - City of Blinding Lights 13 - Vertigo 14 - I’ll Go Crazy If I Don’t Go Crazy Tonight 15 - Sunday Bloody Sunday 16 - Pride (In The Name of Love) 17 - MLK 18 - Walk On 19 -Where The Streets Have No Name 20 - One 21 -Ultra Violet (Light My Way) 22 - With Or Without You 24 - Moment of Surrender
Date 07-08/072009
Genere Rock-Pop
Location San Siro - Milano






1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


7 E 8 LUGLIO 2009: GLI U2 RISCRIVONO LA STORIA DEL ROCK IN ITALIA

Che gli U2 abbiano sempre avuto con l’Italia un rapporto speciale è cosa nota, ma probabilmente lo spettacolo che gli irlandesi hanno offerto nella doppia tappa al San Siro di Milano (7 e 8 luglio) ha del prodigioso. Merito in parte di un palco che sembra venuto da un altro pianeta, “The Claw”, che con i suoi artigli magnetici e la sua imponenza ha offerto uno spettacolo davvero unico alla platea. Mai nella storia del rock una struttura è mai riuscita a consentire come in questo caso la visione a tutto il pubblico, che ha risposto alla grande non lasciando nemmeno uno sgabello libero per un San Siro che mai era stato così gremito. L’unica preoccupazione della vigilia riguardava la storia dei decibel: le autorità avevano minacciato di abbassare il volume del concerto per motivi di ordine pubblico salvo poi fare dietrofront, tranquillizzando i fan che erano già sul piede di guerra, ammettendo implicitamente che uno show degli U2 è una cosa sacra, per cui non si può toccare.

Risolto il problema del volume, gli U2 possono presentarsi davanti al loro amato pubblico italiano che gli accoglie con il solito assordante boato, e dare inizio a un concerto destinato ad entrare nella storia. La chitarra elettrica di “Breathe” si scaglia con la potenza di un fulmine sugli 80.000 di Milano, poi si prosegue come da copione su altri brani dell’ultimo album: dal rock scanzonato e divertente di “Get on Your Boots”, dall’epica di “No Line on the Horizon” fino al nuovo cavallo di battaglia “Magnificient”, convincente anche nel live. Molti hanno criticato che la scaletta inizi con 4 brani tratti da NLOTH; a noi sembra una scelta coraggiosa ed azzeccata, anche se ci preme sottolineare che i brani dell’ultimo lavoro hanno bisogno di ancora un po’ di rodaggio per rendere al meglio dal vivo.

I piatti forti vengono serviti subito dopo, si passa dall’imprescindibile “I Still haven’t Found What I’m Looking for” ad “Angel Of Harlem”, a cui seguono degli spezzoni di “Man in the Mirror” e “Don’t Stop till get you enough” per rendere omaggio allo scomparso Micheal Jackson. La prima tappa milanese neanche a farlo apposta coincide con il 18esimo compleanno della figlia di Bono che sale sul palco mentre la band rispolvera dagli archivi una vibrante “Party Girl”, seguita dall’immancabile Happy Birthday. Gli spettatori dell’8 luglio non hanno avuto Party Girl ma si sono consolati con “Desire” ed “Electrical Storm”,  anche se si sono dovuto sorbire la melensa “Stuck in a Moment”.

Non possono mancare i classici immortali come “Pride”, “Sunday Bloody Sunday”, “Where the Streets have no Name” (in assoluto il pezzo migliore e che dà il valore aggiunto ad ogni loro concerto), “One” e “With or without you”, anche se non possiamo che ringraziarli per i piacevoli ritorni in scaletta di pezzi come “The Unforgettable Fire” (davvero una chicca) e “Ultra Violet”, unica ed emozionante come ce la ricordavamo.
Solo due nei: la mancanza di un brano che ha sempre caratterizzato gli show degli U2 da The Joushua Tree in poi come “Bullet the blue sky” (assenza quasi imperdonabile) e il fatto che purtroppo passerà molto tempo prima di rivedere di nuovo gli irlandesi a casa nostra. Facciamo una petizione per farli tornare il prima possibile.



 






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