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VASCO ROSSI
DISCOGRAPHY
Voice Vasco 1978 - Ma Cosa Vuoi Che Sia Una Canzone, 1979 - Non Siamo Mica Gli Americani, 1980 - Colpa d'Alfredo, 1981 - Siamo Solo Noi, 1982 - Vado Al Massimo, 1983 - Bollicine, 1984 - Va Bene, Va Bene Così, 1985 - Cosa Succede In Città, 1987 - C'è Chi Dice No, 1989 - Liberi Liberi
1990 - Fronte Del Palco, 1991 - 10.7.90 San Siro
1993 - Gli Spari Sopra, 1996 - Nessun Pericolo…Per Te, 1998 - Canzoni Per Me, 1999 - Rewind, 2001 - Stupido Hotel, 2002 - Tracks
2004 - Buoni O Cattivi, 2005 - Buoni O Cattivi Live Anthology 04.05, 2008 - Il Mondo che Vorrei
Guitar
Keyboards
Drums
Bass




1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


Vasco Rossi, nato il 7 febbraio del 1952 a Zocca, piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano, è attualmente considerato tra i più grandi interpreti della musica italiana. Sin da piccolo mostra una certa predisposizione per la musica che lo porterà all’età di 13 anni a vincere la manifestazione canora l’Usignolo d’oro e, poco più tardi, ad entrare a far parte della sua prima band. Dopo un’esperienza in collegio all’istituto dei Salesiani di Modena, dove comincia ad emergere il suo carattere ribelle, Vasco terminerà gli studi a Bologna. Ed è proprio a Bologna che comincia a formarsi la personalità del rocker, coinvolto suo malgrado dal fervore degli anni della contestazione studentesca nonostante non abbia mai preso parte alle diverse contestazioni politiche. Sempre nel capoluogo Emiliano Rossi fonderà una sua radio, libera come le altre sorte in quel periodo, dove affina le sue naturali doti di intrattenitore.  
Alcuni amici (tra cui spicca il cantante degli Stadio Renato Curreri) lo convincono a fare il salto sulla scena musicale e, nel 1977, esce il suo primo 45 giri contenente i brani “Jenny è pazza” e “Silvia” a cui segue l’album d’esordio “Ma cosa vuoi che sia una canzone”. L’anno dopo nel 1979, esce il suo secondo lavoro “Non siamo mica gli Americani” che contiene “Albachiara”, destinata a diventare una delle sue canzoni simbolo. Il 1980 viene pubblicato “Colpa D’Alfredo”, che affronta anche la censura da parte delle radio e nel 1981 l’indimenticabile “Siamo solo noi”.
Il vero e proprio salto però viene fatto con la partecipazione a Sanremo nel 1982, dove Vasco si presenta con “Vado al massimo” e scuote il rigido ambiente dell’Ariston con una performance fuori dagli schemi lasciando cadere il microfono che si era infilato in tasca. L’anno successivo ritorna a Sanremo con un brano che sarà destinato a diventare un simbolo della sua filosofia, quella “Vita Spericolata” che da sempre viene considerata l’essenza del rock di Vasco. Da questo momento in poi la sua fama è destinata inevitabilmente a salire, l’album “Bollicine” si piazza al quinto posto tra gli album più venduti e nello stesso anno vince il Festivalbar con l’omonima canzone. Nello stesso momento però crescono i problemi, causati dall’abuso di farmaci. L’attività del rocker però non si ferma e, dopo la pubblicazione della raccolta “Va bene, Va bene così”, nel 1985 segue “Cosa succede in Città”. Di lì due anni di silenzio fino alla pubblicazione di “C’è chi dice di no”, per alcuni il capolavoro assoluto del cantautore di Zocca. L’ultima fatica degli anni ’80 è “Liberi, Liberi”, e di seguito l’album live “Fronte dal Palco”. La fama di Rossi è sempre in crescita e i sold-out che fa registrare negli stadi di Roma e Milano ne sono un chiaro esempio.
Negli anni ’90 Rossi torna prepotentemente alla ribalta con “Gli spari sopra” e “Nessun pericolo…per te” che contiene la struggente “Gli Angeli”, dedicata al suo amico scomparso Maurizio Lolli, il cui video viene girato da Martin Scorsese. Il passaggio da icona del rock a vero e proprio mostro sacro della musica italiana avviene però con “Canzoni per me”, album dalla forte emozionalità, che rappresenta l’avvio di un decennio vissuto a richiamare folle da ogni parte d’Italia. Vasco nel 1998 accetta di essere l’head-liner della prima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival ed il risultato è strabiliante, con oltre 130.000 presenze registrate e con un album live, “Rewind”, che cattura le indescrivibili emozioni della serata.
Il mito di Vasco continua a crescere ed il cantautore farà registrare negli anni il tutto esaurito ad ogni suo concerto. Rossi però non rinuncia alla sua creatività e continua a dedicarsi alla sua attività in studio. Il risultato sono tre album di buona fattura come “Stupido Hotel”, “Buoni o Cattivi” e l’ultimo in ordine cronologico “Il Mondo che Vorrei”. Album che non contengono la stessa carica emotiva dei primi lavori di Vasco ma che testimoniano come il rocker non abbia perso negli anni un briciolo di grinta.




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