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IL RITORNO PIU' ATTESO
Finalmente sono tornati. La band sperimentale per eccellenza del
panorama britannico anni ’90, sforna il suo quarto album in
studio segnando un ritorno tanto atteso dai suoi fan. E
sì, perché dare addio alle scene dopo il successo di
“Urban Hymns” del 1997, non è stato facile ma
è stato un atto dovuto, viste le liti e le incomprensioni nate
soprattutto tra l’anima del gruppo, ovvero Richard
Ashcroft, ed il chiatarrista Nick McCabe. Ashcroft, dopo tre
dischi da solista in cui ha dato sfoggio del suo immenso talento,
ha riallacciato i rapporti con i suoi vecchi compagni , lasciandosi
alle spalle le diatribe con Nick , un altro genio al servizio della
chitarra. E così è nato “Forth”, una sorta di
enciclopedia verviana in cui si possono trovare tutti gli ingredienti
che hanno reso famosa la band di Wigan.
Vi ricordate l’estrema psichedelia di "A Storm in Heaven" ?
O la intrigante ed incalzante “History “ di “A new
decade”, forse il disco più riuscito della band? E
dell’inimitabile "Urban Hymns" cosa vogliamo dire?
C’è un po’ di tutto questo nel nuovo disco dei
Verve, con l’aggiunta di un brano unico nel loro repertorio come
“Love is noise”che ricorda molto il sound british anni
’80 degli inimitabili Smiths. Un brano pop-
elettronico che fa del ritornello il suo punto di forza. Un riff
continuo che ti entra nel cervello già al primo ascolto. E
così si parte con "Sit and Wonder", pezzo di stampo psichedelico
molto beatlesiano per passare a “Rather Be” che rievoca
abbastanza distintamente vecchie pagine dei dischi solisti di Ashcroft,
come “Science Of Silence” o “Check
The Meaning”; di seguito ci imbattiamo in "Judas", dove
ritroviamo la vena più melodica della band inglese.
L'ultima parte dell’album è la più enigmatica e
ricalca i loro esordi. Da ascoltare ed apprezzare assolutamente "Noise
Epic"e l’atmosfera che crea "Valium Skies", mentre "Columbo" ci
riporta alla vena più pop e meno pindarica di “Urban
Hymns". Con la ballad – psichedelica "Appalachian Springs"
si chiude l' album tanto atteso dei Verve che sicuramente
renderà felici i fan amanti del loro sound sperimentale ma
deluderà coloro che si sono avvicinati ad Aschcroft, Nick
McCabe Simon Jones, Peter Salisbury nella loro versione
più brit-pop. Oops! Scusate l’errore, i Verve non sanno
nemmeno cosa sia il brit-pop!
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