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Title Forth TRACKLIST
Label Parlophone 1.    "Sit and Wonder" - 6:52
2.    "Love Is Noise" - 5:29
3.    "Rather Be" - 5:38
4.    "Judas" - 6:19
5.    "Numbness" - 6:35
6.    "I See Houses" - 5:37
7.    "Noise Epic" - 8:14
8.    "Valium Skies" - 4:34
9.    "Columbo" - 7:30
10.   "Appalachian Springs" - 7:34


The Biography
Year 2008
Genere Pop Rock
Recorded Richmond
Authors The Verve
Production
Evaluation xxx
1 Allison Crowe - Midnight
2 Josh Woodward - Go
3 C. S. Daggers - Changing my mind
4 S.Crossing - Don’t Get Me Started
5 First - On the road


IL RITORNO PIU' ATTESO

Finalmente sono tornati. La band sperimentale per eccellenza del panorama britannico anni ’90, sforna il suo quarto album in studio segnando un ritorno tanto atteso dai suoi  fan. E sì, perché dare addio alle scene dopo il successo di “Urban Hymns” del 1997, non è stato facile ma è stato un atto dovuto, viste le liti e le incomprensioni nate soprattutto tra l’anima del gruppo, ovvero Richard Ashcroft,  ed il chiatarrista Nick McCabe. Ashcroft, dopo tre dischi da solista  in cui ha dato sfoggio del suo immenso talento, ha riallacciato i rapporti con i suoi vecchi compagni , lasciandosi alle spalle le diatribe con Nick , un altro genio al servizio della chitarra. E così è nato “Forth”, una sorta di enciclopedia verviana in cui si possono trovare tutti gli ingredienti che hanno reso famosa la band di Wigan.

Vi ricordate l’estrema psichedelia  di "A Storm in Heaven" ? O la intrigante ed incalzante “History “ di “A new decade”, forse il disco più riuscito della band?  E dell’inimitabile  "Urban Hymns" cosa vogliamo dire? C’è un po’ di tutto questo nel nuovo disco dei Verve, con l’aggiunta di un brano unico nel loro repertorio come “Love is noise”che ricorda molto il sound british anni ’80 degli inimitabili Smiths.  Un brano  pop- elettronico che fa del ritornello il suo punto di forza. Un riff continuo che ti entra nel cervello già al primo ascolto. E così si parte con "Sit and Wonder", pezzo di stampo psichedelico molto beatlesiano per passare a “Rather Be” che rievoca abbastanza distintamente vecchie pagine dei dischi solisti di Ashcroft, come   “Science Of Silence” o  “Check The Meaning”; di seguito ci imbattiamo in  "Judas", dove ritroviamo la vena più melodica della band inglese.  L'ultima parte dell’album è la più enigmatica e ricalca i loro esordi. Da ascoltare ed apprezzare assolutamente "Noise Epic"e l’atmosfera che crea "Valium Skies", mentre "Columbo" ci riporta alla vena più pop e meno pindarica di “Urban Hymns". Con la ballad – psichedelica  "Appalachian Springs" si chiude l' album tanto atteso dei Verve che sicuramente renderà felici i fan amanti del loro sound sperimentale ma deluderà coloro che si sono avvicinati  ad Aschcroft, Nick McCabe  Simon Jones, Peter Salisbury nella loro versione più brit-pop. Oops! Scusate l’errore, i Verve non sanno nemmeno cosa sia il  brit-pop! 






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